La classifica dei cinque piatti tipici toscani per i palati più coraggiosi

di Costanza Baldini

Ci siamo divertiti ad andare a scovare per gioco tutti gli "orrori da gustare" made in Tuscany. Avete il coraggio di assaggiarli?

Code di topo, ali di pistrello, zampe di ragno, pelle di lucertola, lombrichi vivi, lacrime di coccodrillo… Non siamo impazziti, vogliamo solo scherzare proponendovi la classifica degli “orrori da gustare” made in Tuscany, dato che anche all’Expo ancora in corso a Milano l’hanno fatta da padrone nel piatto larve e insetti.

La cucina toscana si sa è una cucina povera e proprio per questo gustosa e saporita. Nel corso dei secoli i cuochi di tutta la regione si sono ingegnati per tirare fuori sapori squisiti anche delle parti più improbabili degli animali.

Partiamo da un piatto semplice ma famosissimo in tutto il mondo: il lampredotto. Si tratta di uno dei quattro stomaci del bovino chiamato anche “abomaso”. Viene bollito a lungo con pomodoro, cipolla, prezzemolo e sedano e si mangia servito con sale, pepe e salsa verde dentro a un panino croccante bagnato appena nel brodo. Una prelibatezza tipica fiorentina.

Al secondo posto vi proponiamo qualcosa di “leggero” da sgranocchiare al posto delle patatine fritte o dei pop corn: i ciccioli. Si tratta di sottili striscioline di grasso ottenute dalla lavorazione dello strutto che vengono messe a cuocere su fuoco lento così da far fondere la parte grassa e consentire l'evaporazione dell'acqua. Quando i pezzi di grasso hanno acquistato un colore giallastro vengono versati in un canovaccio, spremuti e infine insaporiti con l'aggiunta di aromi e sale. Insomma in poche parole è grasso fritto croccante.

C’è chi li chiama sanguinacci, chi migliacci, chi roventini. Qualsiasi sia il nome che scegliete sempre di quello state parlando, cioè una frittella di sangue di maiale fatta senza uova ma solo con un po' di farina e con l'aggiunta di spezie. Il nome roventino deriva da rovente, perché si mangiano ben calde. Può essere condito a piacere con formaggio o con zucchero a seconda dei gusti.

Sono le protagoniste di moltissime sagre della nostra regione soprattutto nelle aree “umide” della Toscana, stiamo parlando delle “Granocchie fritte” ovvero niente meno che rane di fiume o di lago fritte e condite a volte con sugo di pomodoro. Con le loro belle zampette croccanti da scrocchiare sotto ai denti faranno la gioia dei vostri ospiti a cena!

Per concludere in bellezza la nostra classifica non potevamo non ricordare il cervello fritto. Il cervello viene scottato lievemente per togliere la pellicola che poi lo riveste, poi passato in farina, uovo e pane grattato e poi viene fritto nell’olio extravergine di oliva. Viene servito ancora caldo, accompagnato da fettine di limone e da una leggera spolverata di pepe nero. Croccante fuori e molliccio dentro si dice che doni un pieno di energia senza paragoni, tanto da essere consigliato vivamente anche alle donne incinte. Una prelibatezza che pochi apprezzano, ma che in realtà è decisamente squisita, provare per credere! E anche in questo caso only the brave…

 

29/09/2015

Ciccioli
Ciccioli