FABIO CHIARI, IL LIUTAIO 2.0
“UN VIOLINO È 350 GRAMMI DI LEGNO”

di Costanza Baldini
Fabio Chiari liutaio

Da YouTube al Rinascimento, intervista al liutaio più famoso del web

E’ diventato un fenomeno del web su youtube: è il liutaio Fabio Chiari. I suoi video hanno ormai superato il mezzo milione di visualizzazioni e il suo canale è "invaso" dai commenti dei suoi fan che ormai lo venerano. Nel 2014 a Sesto Fiorentino aprirà una scuola di liuteria per chi vuole imparare questa antica forma di artigianato che è nata in Toscana.

Il laboratorio di Fabio Chiari liutaio
Il laboratorio di Fabio Chiari liutaio

Come ha cominciato a fare il liutaio?

Ero direttore della ditta Eliocopia, avevo 14 persone sotto di me, prendevo un bello stipendio ed ero una persona tranquilla ma non ero felice. Poi aprì bottega un maestro liutaio in via Cavour a Firenze e cominciò a venire da noi a fare le fotocopie dei modelli. Visto che io sono sempre stato bravo con le mani, dipingo, scolpisco, mi appassionai e cominciai a seguire con attenzione questo liutaio. Lui aveva tre bambini piccoli ed era sempre solo in bottega per cui mi chiese di andare a trovarlo. Ho capito dopo che avevo avuto una grande fortuna a trovare un maestro liutaio che mi invitasse nella sua bottega. Cominciai a fargli visita durante le mie pause pranzo, dopo quattro mesi avevo già fatto il mio primo violino. Ho spazzato i trucioli, ho pulito, ho dato una mano a fare il soppalco, ho fatto la vita di bottega e poi mi sono messo in proprio. La mia famiglia ha accettato questa decisione, mia moglie era d’accordo. Tra l’altro dopo tre anni che mi ero licenziato la ditta per cui lavoravo ha anche chiuso. Certo all’inizio è stata dura.

Come nascono i filmati su Youtube?

I filmati su Youtube sono nati per caso. E’ stata la chiave di volta che mi ha permesso di farmi conoscere al mondo. L’idea è venuta ad un allievo, facemmo una prova. Mi sono reso conto solo dopo della potenza di internet, un milione e seicento mila contatti con dei filmati di liuteria era una cosa impensabile. C’è chi pagherebbe per averli. Il format l’ho deciso io, ho lavorato in radio per Antenna Libera Toscana quindi ho un po’ di esperienza. Adesso siamo a 400 filmati circa.

Qual è il lavoro del liutaio?

Il Liutaio costruisce tutti gli strumenti a corda: viola, violino, violoncello, contrabbasso, ribeca, citola, viella, fibula. Può fare chitarre, liuti, mandolini, strumenti a pizzico. Io per scelta non realizzo strumenti medioevali perché di fatto non li suona più nessuno. Per farti un esempio al Museo dell’Accademia di Firenze c’è la viola tenore che ha 48 cm di cassa, per suonarla ci vuole un braccio lunghissimo e una mano particolarmente allungata. E' uno strumento che è andato in disuso.

Quanti violini realizza all’anno?

Io sono ormai vent’anni che faccio violini e sono molto prolifico, lavoro velocemente. Il colpo d’occhio a lavoro finito deve darmi delle sensazioni estetiche positive ma non amo molto le raffinatezze, le cose leziose. Non ho mai tenuto il conto, in tutto avrò fatto 200 violini da quando ho cominciato. In un mese, lavorando veloce, si possono fare circa tre violini senza verniciatura e messa a punto. In ogni caso è difficile quantificare, una volta per esempio ho lavorato per una scuola giapponese e avrò fatto anche quattordici violini per bambini in tre mesi.

Com’è il mercato della liuteria in Italia?

Io vendo quasi esclusivamente all’estero. Mi piacerebbe puntare anche sul mercato italiano ma adesso qui non si vende niente. I paesi da cui ho più richiesta sono quelli orientali. In Giappone, Cina. Corea e Taiwan la musica è molto più importante, viene insegnata nella scuola dell’ordine, ad alto livello però, non come da noi. La liuteria è stata inventata in Italia e noi ai nostri bambini insegniamo la musica col flauto di plastica della Yamaha, è una cosa improponibile. Stiamo buttando via la nostra cultura. I grandi violinisti adesso vengono tutti dall’Oriente.
Nei primi anni Novanta molti cinesi sono venuti a studiare liuteria in Italia a Cremona, poi hanno iniziato a vendere i violini a 200 euro invece che a 5000 e hanno “ucciso” il mercato. Ma io sono convinto che invece di fare una copia bellissima dei modelli tradizionali la liuteria italiana può inventare qualcosa di nuovo che i cinesi non sanno fare. Si deve provare a costruire strumenti innovativi con colori e modelli nuovi altrimenti l’artigianato muore.

Un violino per suonare bene come deve essere?

Lo devo fare io (ride). A parte le battute, ci sono delle specifiche tecniche ben precise. I violini sono tutti diversi l’uno dall’altro, suonano tutti differenti. Per esempio se te per un violino usi un pezzo di legno dal fondo di un albero, uno dal centro e uno dalla cima costruirai violini diversi. Ci sono molte variabili. Per il piano musicale si usa tradizionalmente l’abete rosso della Val di Fiemme che ha una specifica “maschiatura”. Si tratta di un difetto del legno, una particolare conformazione che si dice sia il segreto del suono dei violini italiani. E’ una caratteristica che si trova solo negli abeti nel versante italiano che hanno meno humus e quindi crescono “soffrendo”  di più rispetto al versante al di là delle alpi. Gli abeti che nascono con la “maschiatura” si chiamano “abeti sonori”.  Questo per il piano musicale, per la cassa del violino in linea teorica si può usare ogni tipo di legno, anche il salice. Io uso di solito l’acero campestre.

La liuteria è arte o artigianato?

Per anni nel mondo si è pensato che la liuteria italiana fosse solo quella di Cremona che aveva il monopolio del mercato. Ma in realtà in Italia ci sono la scuola bolognese, la scuola veneziana, la scuola milanese, la scuola napoletana che è una delle più importanti, la scuola toscana che è la più antica.

A Firenze abbiamo avuto Michelangelo, Leonardo da Vinci, il Rinascimento, è un problema valorizzare famiglie di liutai che lavoravano dal ‘500. La liuteria nella nostra regione era all’avanguardia, non a caso il primo liutaio è stato Leonardo da Vinci. Fu mandato da Lorenzo de’ Medici nel 1482 dal Moro di Milano come musico di corte e costruttore di strumenti, ma ovviamente queste cose passano in secondo piano rispetto alla sua attività pittorica.

La liuteria può a volte sfociare in una forma d’arte come in alcuni esemplari. Per il Lady Blunt di Stradivari per esempio sono stati pagati dieci milioni di euro, secondo me una cifra assurda. E’ stato messo all’asta da una fondazione giapponese per raccogliere soldi da devolvere in beneficienza dopo lo Tsunami del 2011. Io ho visto il Lady Blunt, è bellissimo, ma sono comunque sempre 350 grammi di legno! Devi sempre ricordarti che gli strumenti sono fatti per suonare, ci sono strumenti bruttissimi che suonano benissimo e strumenti bellissimi che suonano malissimo. Questo fatto deve far capire che la liuteria non è una forma d’arte ma di artigianato, io costruisco uno strumento non un’opera fine a se stessa. Poi serve uno che lo suona, uno che abbia scritto la musica e uno che ascolti. E’ come fare un film, è un lavoro di squadra. Lo strumento da solo non è niente. Non è difficile fare uno strumento, il difficile è farlo bene, ma chiunque abbia una certa manualità può fare un violino.

Ha mai avuto richieste particolari?

Una volta mi hanno chiesto di ricostruire la lira di Leonardo da Vinci. Vasari nelle vite racconta che Da Vinci regalò al Moro di Milano una lira da braccio fatta a forma di cranio di cavallo. Di questo strumento non esistono disegni, io ho provato a costruirla e devo dire che suona bene.

Ci parli della scuola che nascerà a Sesto Fiorentino

A marzo sarà inaugurata una scuola/bottega a Sesto Fiorentino a Villa San Lorenzo, i corsi però cominceranno a settembre. La scuola avrà tre insegnanti uno per le chitarre e altri due che si divideranno tra viola, violino, violoncello e contrabbasso. Ho già tantissimi allievi che vogliono venire a imparare la liuteria da tutto il mondo.

Per  informazioni sulla Scuola di Liuteria a Sesto Fiorentino:
www.fabiochiariliutaio.com
info@fabiochiariliutaio.com
Tel. 0554489891

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20/12/2013