Piano tagli uffici postali, ecco i 59 sportelli che chiuderanno

La reazione del presidente della Regione Toscana Enrico Rossi "Non abbiamo mai dato l'assenso"

Il primo piano presentato all'inizio dell'anno era stato sospeso, forse anche per i tanti ricorsi al Tar. Allora Poste Italiane aveva minacciato la chiusura di 65 sportelli in tutta la Toscana e la riduzione delle ore e giorni di apertura in altri trentasette. Adesso torna alla carica e annuncia la chiusura di 59 sportelli, appena cinque in meno rispetto al primo piano. In tutta Italia gli uffici postali sono circa 13 mila, già ridotti sensibilmente negli ultimi anni. In Toscana se ne contano un po' meno di mille (973 al 31 dicembre 2014).

Gli uffici che secondo il nuovo piano di Poste dovranno abbassare la saracinesca per sempre sono 4 in provincia di Arezzo (Campogialli, Pieve a Presciano, Meleto e Mercatale), 6 in quella di Firenze (Pomino, Marcialla, Romola, San Donato in Poggio, San Martino alla Palma e Castelnuovo d'Elsa), 10 a Grosseto (Pereta, Santa Caterina, Selva, Montorgiali, Ravi, Torniella, Borgo Carige, Buriano, Monticello dell'Amiata e Talamone), 8 a Lucca (Mologno, Castelvecchio Pascoli, San Ginese, Lappato, Vorno, San Colombano, Valpromaro e Tereglio), 6 a Massa Carrara (Montedivalli, Vinca, Caprigliola, Serricciolo, Filetto e Canevara), 10 a Pisa (Corazzano, Ghizzano di Peccioli, Legoli, Luciana, Marti, Soiana, Treggiaia, Uliveto Terme, San Giovanni alla Vena e Castelmaggiore), 8 a Pistoia (Calamecca, Cireglio, Grazie, Pracchia, San Mommè, Villa Baggio, Montemagno di Quarrata e Tobbiana), 1 a Prato (Bacchereto) e 6 a Siena (Monticchiello, Pievescola, San Gusmè, Graccia no, Montisi e Serre di Rapolano).

"Non abbiamo mai dato assenso, né formalmente né informalmente, al piano di chiusura degli uffici postali avanzato da PosteItaliane. Neppure dopo la disponibilità della stessa azienda a mantenere aperti 7 dei 65 uffici destinati, secondo il piano di razionalizzazione, alla chiusura. Posteitaliane ha invece comunicato al mio Capo di Gabinetto Ledo Gori che si sarebbe proceduto alla chiusura di 59 uffici e dal 17 giugno sono cominciate ad arrivare le lettere ai sindaci in cui Posteitaliane annunciava questa volontà". Così Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, ribatte alle dichiarazioni dei vertici di PosteItaliane e al sottosegretario Giacomelli sulla vicenda del piano di chiusura di numerosi uffici postali nelle piccole frazioni della Regione. "La decisione, dopo la sospensione pre elettorale del piano è stata quindi presa da PosteItaliane in modo del tutto autonomo e unilaterale senza nessun accordo e senza nessuna discussione effettuata al tavolo appositamente istituito con la Regione, 15 sindaci e la presidente di Anci Toscana. Immaginavo che questo fosse noto al sottosegretario Giacomelli e soprattutto fosse noto ai vertici di Poste".

"La reazione di Poste, assolutamente inadeguata alle nostre proteste, in ogni caso – conclude Rossi - ci spinge a deliberare sin dalla prossima settimana la rescissione delle convenzioni che la Regione Toscana ha in essere con Poste per i servizi regionali, a meno che non si riapra immediatamente un tavolo alla presenza di sindaci e Regione che consenta di ridiscutere un piano di razionalizzazione per noi inaccettabile. E' evidente che qualcuno ha raccontato al sottosegretario Giacomelli cose errate, non rispondenti alla verità. Sono sicuro che nessun sindaco, né il Capo di Gabinetto Ledo Gori, hanno mai dato l'assenso a questo piano sciagurato".

18/07/2015