La Sant'Anna di Pisa tra le migliori 10 giovani università al mondo

La classifica internazionale stilata dal Times Higher Education vede l'ateneo pisano al settimo posto: è il miglior risultato raggiunto da un'università italiana

Tra le migliori giovani università del mondo, nate meno di 50 anni fa, dodici sono italiane e tra queste la migliore è la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, che si colloca al settimo posto in assoluto, staccando di misura gli altri atenei italiani. Nella classifica stilata dal Times Higher Education (The) Young University Rankings 2019, che vede in l'Università di Hong Kong di Scienza e tecnologia, gli analisti hanno utilizzato gli stessi parametri adottati per la classifica generale.

Sono state valutate in particolare le attività di formazione e ricerca di ciascuna università attraverso il numero e il prestigio delle pubblicazioni e il relativo numero delle citazioni, il trasferimento tecnologico, l'apertura internazionale. Questi e altri indicatori, sottolineano gli analisti, "sono stati ponderati per riflettere le speciali caratteristiche delle istituzioni universitarie più giovani, come la loro dinamicità e la propensione all'ulteriore sviluppo".

Sulla base di questi criteri la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, fondata nel 1987, ha consolidato la sua presenza tra le migliori dieci giovani università al mondo, guadagnando due posizioni. Un risultato che arriva a una settimana dalla pubblicazione del QS World University Rankings che l'ha inserita tra i primi 200 atenei al mondo e in decima posizione per la ricerca prodotta in rapporto al numero dei suoi docenti e ricercatori e per le relative citazioni.

"E' un risultato straordinario, da condividere con tutte le componenti della nostra comunità, che deriva da un lungo e quotidiano lavoro corale, che crea valore pubblico", ha commentato la rettrice della Scuola Superiore Sant'Anna, Sabina Nuti, che ha ringraziato per il risultato il rettore che l'ha preceduta fino al maggio scorso, Pierdomenico Perata. "Ora - ha aggiunto - le sfide sono legate a una maggiore apertura internazionale, sia per i docenti sia per gli allievi, al potenziamento delle attività di formazione, a partire da quelle che coinvolgono i nostri allievi ordinari e l'ulteriore potenziamento della 'terza missione'".

01/07/2019