Toscana delle cave, numeri e strategie per il futuro del comparto
A palazzo Strozzi Sacrati una mattinata di riflessioni e confronto con tutti gli attori del comparto estrattivo. Un'occasione per fare il punto sul settore toscano e delineare il futuro dello stesso. Marras: “Oggi importante giornata di confronto e condivisione”
La Toscana punta su un modello estrattivo basato su sostenibilità, pianificazione e confronto tra tutte le parti coinvolte. È quanto emerso dalla giornata di confronto e monitoraggio dedicata a “La Toscana delle attività estrattive”, ospitata a Firenze nella sala Pegaso di Palazzo Strozzi Sacrati. In regione sono attive 280 cave, con la Provincia di Massa-Carrara che si conferma la principale produttrice di materiali da cava, seguita da Livorno e Lucca.
L’iniziativa, promossa dal presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e dall’assessore regionale Leonardo Marras, è stata l’occasione per fare il punto sull’attuazione della legge regionale 35/2015 e del Piano regionale cave. Attorno al tavolo si sono confrontati enti locali, imprese, sindacati e associazioni ambientaliste, in un clima definito collaborativo dagli stessi partecipanti.
“Gli obiettivi di produzione sostenibile su cui è stata costruita la filiera sono ancora validi”, ha spiegato l’assessore Leonardo Marras, sottolineando come dal confronto sia emersa “la disponibilità di tutti a collaborare” anche rispetto alla semplificazione di alcune norme. Al centro della discussione anche il monitoraggio ambientale, la sicurezza dei lavoratori e l’equilibrio tra attività produttiva e tutela del territorio.