Mugello Circuit: la storia in pista e numeri da record per la Toscana
Tra le leggende della Ferrari della Golden Age e i dati dell'indotto: l'Autodromo di Scarperia si conferma eccellenza sportiva e motore economico regionale
Grande successo di pubblico per la prima edizione del Gran Premio Storico d’Italia andato in scena all’Autodromo del Mugello. Tanti tifosi e appassionati hanno affollato le tribune del circuito toscano per la tre giorni di gare che ha visto scendere in pista oltre 200 vetture, tra cui 70 Formula 1 che hanno segnato i decenni dal 1960 al 2000.
I momenti più attesi sono stati proprio le sfilate dell’età d’oro della Ferrari, con le monoposto che hanno caratterizzato il decennio 1996-2006 delle straordinarie vittorie di Michael Schumacher. Nove vetture da sogno del Cavallino Rampante sono tornate a far sentire il loro rombo sul tracciato toscano, guidate dai piloti che hanno fatto la storia della Scuderia di Maranello: da Eddie Irvine a Giancarlo Fisichella, passando per Mika Salo, Nicola Larini, René Arnoux, Andrea Bertolini, Antonio Giovinazzi e Stefan Johansson.
L’evento è stato anche l’occasione per presentare lo studio condotto da IRPET e Centro Studi Turistici sull’impatto economico dell’impianto. Dati straordinari che arrivano a pochi giorni dall’ufficializzazione del rinnovo quinquennale con la MotoGP, che garantirà il Gran Premio d’Italia a Scarperia fino al 2031.
Un legame indissolubile con il territorio e un’attività su 299 giorni all’anno che producono un valore di oltre 205 milioni di euro a livello nazionale, dei quali quasi 150 milioni restano direttamente in Toscana. Numeri che confermano una crescita e che attivano oltre 1.200 posti di lavoro in regione. Come evidenziato dal Presidente della Regione Eugenio Giani, proprio questi risultati rendono fondamentale il continuo supporto delle istituzioni locali e regionali per valorizzare il circuito e migliorare le infrastrutture viarie a servizio dell’impianto.