Attualità/ ARTICOLO

L'agricoltura a Siena si scopre giovane: il futuro è in campagna

360 domande presentate per il Pacchetto Giovani, destinato all'ammodernamento delle aziedne ed al ricambio generazionale in agricoltura

/ Redazione
Mar 15 Dicembre, 2015

Cresce la voglia di investire in agricoltura per i giovani. Una delle realtà più attive è quella del senese: sono state in totale 360 le domande del Pacchetto Giovani per 40 milioni di investimenti complessivi. «L’ammodernamento strutturale, tecnologico e gestionale delle aziende agricole – ha sottolineato Luca Marcucci, presidente Cia Siena – sono fondamentali per migliorare la competitività del settore. L’agricoltura in provincia di Siena è un settore vitale e dinamico come dimostrano anche i molti progetti presentati sui bandi del nuovo Piano di sviluppo rurale; in particolare sui Progetti Integrati di Filiera e sul Pacchetto Giovani con investimenti importanti. Il problema dell’accesso al credito – ha aggiunto Marcucci – è la prima problematica per la vera competitività delle nostre imprese; auspico delle risposte positive in questo senso dal mondo del credito».

I dati sono stati presentati e discussi nel corso di un convegno tenutosi nella città del Palio. In particolare il tema dell'accesso al credito è stato tra i più sentiti. La proposta dell'Agia (Giovani agricoltori Cia) è quella quindi di realizzare uno strumento in grado di produrre lo studio del rating delle aziende agricole dei giovani agricoltori, oggi inesistente e che possa consentire certezza di accesso al credito e soprattutto in tempi rapidi. Accanto a questo l'istituzione di un osservatorio regionale sulle aziende dei giovani imprenditori agricoli in modo tale da valutarne opportunità e prospettive.

«La stretta creditizia degli istituti bancari ha indotto molti agricoltori a non investire - ha detto Valentino Berni, presidente di Agia Siena e Toscana. Oggi non riusciamo a crescere se non investiamo ma non riusciamo ad investire se non abbiamo credito. Per questo occorre organizzare al meglio le risorse disponibili e metterle a disposizione delle imprese agricole che ne hanno bisogno. Partendo da queste considerazioni sugli strumenti del credito, Agia ha chiesto che l'operatività di Fidi Toscana venga ricalibrata in modo da rilasciare risorse con procedimenti semplificati e in tempi più rapidi. Allo stesso tempo che Ismea, tra gli strumenti più appropriati per erogare credito in agricoltura, diventi sempre più accessibile e sempre più conosciuto sui territori attraverso il coinvolgimento del mondo della rappresentanza agricola. Infine il mondo bancario. Le banche - ha concluso Berni - hanno finito per perdere una specializzazione sul mondo dell'agricoltura. Occorre riavviare un dialogo con il mondo bancario in modo da individuare forme di accesso al credito univoche».

Ti potrebbero interessare anche:

La biodiversità salverà il pianeta: intervista a Carlo Petrini

Crisi? Il Made in Tuscany segna +48 Export agroalimentare a 2,5 miliardi

Lezioni di vita in vigna, torna la scuola per giovani contadini