Cultura/ ARTICOLO

Pistoia: la biblioteca “pop” e l’immenso programma per il 2017

Nei soli primi quattro mesi dell’anno dedicato alla cultura la San Giorgio ha messo in calendario più di 650 appuntamenti, ne parliamo con la direttrice Maria Stella Rasetti

/ Federico di Vita
Mar 21 Febbraio, 2017
biblioteca san giorgio, pistoia

In occasione dell’anno in cui è stata eletta Capitale italiana della Cultura Pistoia sembra aver davvero preso la questione sul serio, personalmente me ne sono reso conto seguendo su Facebook la pagina di un mio contatto che lavora nella Biblioteca San Giorgio, che solo nei primissimi mesi del 2017 ha messo insieme un calendario di appuntamenti e iniziative che è davvero il caso di definire eccezionale. Mi è sembrato quindi il caso di contattare la direttrice della Biblioteca, Maria Stella Rasetti, per un’intervista in cui scoprire qualcosa in più sia dell’istituzione che dirige, sia del modo coraggioso con cui la Biblioteca ha deciso di affrontare un anno così importante per la storia della città.

Per prima cosa vorrei chiederti come funziona la Biblioteca San Giorgio normalmente, quali sono le attività e le proposte che vi identificano maggiormente?

"La Biblioteca San Giorgio si caratterizza fortemente come una “piazza del sapere”: le sue ampie architetture (6.500 gli di spazi coperti) hanno permesso di valorizzare la dimensione primaria del libro e dell’informazione a sostegno dello studio, della ricerca e del tempo libero, in un contesto più ampio, fatto di due salette cinema con una intensa programmazione, di spazi espositivi con calendari di mostre per tutto l’anno, di corsi di educazione permanente e alfabetizzazione informatica a cadenza quotidiana. Quello che sicuramente identifica maggiormente la nostra Biblioteca è la ricchezza e varietà dell’offerta culturale, che da un lato ricerca sempre il legame con il libro, la lettura e l’uso delle risorse informative (nessun corso o nessun evento è “slegato” dall’offerta primaria della biblioteca) e dall’altro si propone con un carattere popolare, ovvero accessibile a tutti, ma non per questo banale. Siamo molto orgogliosi di questa anima “pop” (come siamo soliti dire), che ci permette di offrire una immagine sempre fresca e non stantia della cultura e dei suoi prodotti, anche giocando con i consumi di massa e facendo il verso ai supermercati (nella nostra biblioteca ci sono i carrelli su ruote per fare la “spesa” di lettura, abbiamo periodicamente le raccolte punti con cui si vincono libri e altri premi e offriamo anche, d’estate, le buste a sorpresa con libri che gli utenti sono chiamati a scoprire solo a casa)."

In occasione di Pistoia Capitale della Cultura avete stilato una programmazione impressionante. In linea generale come avete deciso di vivere quest'anno così particolare per la città all'interno della biblioteca?

"Si tratta davvero di un anno particolare, perché siamo gli stessi di prima, ma con in più una responsabilità maggiore: quella di rappresentare una città che per un anno avrà la fortuna di godere di una visibilità maggiore rispetto all'ordinario. In questo, abbiamo fatto la scelta, sicuramente controintuitiva, di continuare a offrire quello che facciamo normalmente, senza andare alla ricerca di effetti speciali, concentrando la nostra attenzione su alcuni progetti di lungo corso per i quali – questa è la nostra speranza – conteremo sull’impiego di una parte del contributo straordinario di 1 milione di euro che il Ministero ha stanziato a favore della nostra città, e che nei prossimi mesi sarà iscritto nel nostro bilancio. Per quanto il calendario degli eventi risulti molto ampio, in realtà ci siamo limitati a mettere a regime le proposte che già normalmente offriamo, con l’effetto di renderle più visibili e più apprezzate da tutti grazie alla stampa di calendari quadrimestrali che hanno la forza di restituire anche visivamente la vastità dell’offerta culturale. Che, però, ricordiamolo sempre, rappresenta solo il 20% del servizio che offriamo: il restante 80% è ovviamente rappresentato dal servizio di prestito, consultazione e assistenza alla lettura e alla fruizione dei diversi documenti, elettronici e non, presenti in biblioteca. Quello rimane sempre il nostro core business."

Parliamo comunque di 652 eventi in quattro mesi. Come fate a sostenere un simile sforzo?

"Forse non tutti sanno che l’insieme di questi eventi ha richiesto e richiederà una spesa viva pari a zero euro, e d’altronde, non sarebbe potuto essere diversamente, giacché il nostro Ente di riferimento (il Comune di Pistoia) non ha ancora approvato il proprio bilancio di previsione, e quindi non ha messo a disposizione somme specifiche né per l’attività ordinaria né per eventi straordinari. Siamo riusciti a mettere insieme tutte queste attività grazie a una straordinaria rete di relazione attivata con la città, nelle sue diverse componenti: prima di tutto gli Amici della San Giorgio, un'associazione di volontariato con oltre 400 iscritti, che raccoglie fondi a favore della biblioteca e la sostiene anche attraverso una ricca serie di iniziative e attività inserite nel programma, come il prestito a domicilio per le persone disabili e anziane non autosufficienti, il prestito “fuori di sé” al supermercato COOP, le letture ad alta voce negli ambulatori pediatrici, il gioco degli scacchi due volte alla settimana, gli incontri del gruppo di lettura… E poi anche quelli che noi chiamiamo gli “alleati”, ovvero i tanti professionisti che offrono gratuitamente alla biblioteca (e quindi alla città) il loro sapere per metterlo a disposizione degli utenti in occasione di incontri, gruppi di studio, seminari, corsi: psicologi, medici, esperti di economia, di filosofia, di relazioni umane, di falegnameria e di uncinetto. Oltre 150 i corsi attivati nel corso dell’anno grazie a questa alleanza che ci permette di garantire la gratuità di accesso ai corsi: una vera e propria occasione per i cittadini, che non a caso fanno sempre il tutto esaurito. Lo sforzo di questi eventi è quindi il risultato di una grande alleanza, di una condivisione felice, allegra e positiva tra tante persone diverse."

Il vostro impegno sembra l'effettiva incarnazione del progetto "Vuoi un motivo per venire in biblioteca noi te ne diamo più di mille" - i fondi regionali vi hanno aiutato in questo senso?

"Certo: senza questi preziosissimi finanziamenti non sarebbe stato possibile stampare il grande volantino (un vero e proprio manifesto!) con tutti gli eventi, né attivare tanti nuovi progetti che si stanno dipanando nel corso dell’anno, come quello relativo alla creazione di giochi elettronici di promozione della lettura, o quello relativo al popolamento delle voci relative a Pistoia su Wikipedia. Davvero un bel carnet di progetti che vanno ad arricchire l’offerta complessiva sul lungo termine, andando ben oltre l’effetto di questo anno magico."

Cosa fate per un tema delicato come la valorizzazione della bibliodiversità?

"Anche in questo caso, grazie a uno speciale finanziamento della Regione Toscana, abbiamo avviato un percorso molto ricco di proposte, che ci permette di riconoscere alle biblioteche – tra i tanti ruoli possibili – anche quello di tutela della bibliodiversità, ovvero di garanzia per il lettore di avere accesso a qualcosa di più dei libri che riescono a raggiungere le vetrine o almeno gli scaffali delle librerie grazie ai meccanismi costosi della distribuzione, a cui non accedono gran parte degli editori indipendenti, che pure producono libri di grande qualità. Ecco allora che ci stiamo impegnando a creare alleanze con i librai indipendenti e con le case editrici minori per dare visibilità a cataloghi di pregio, rompendo la catena di dipendenza dalla pubblicità sui mass-media (costosissima) e dalle logiche della grande distribuzione. Con questo, non intendiamo certo dire che i grandi gruppi editoriali sono “cattivi” e i piccoli editori sono “buoni”: vogliamo solo garantire ai nostri utenti una dieta di lettura equilibrata, in cui siano rappresentate le diverse voci dell’offerta editoriale, compiendo azioni positive a favore di chi non dispone dei mezzi di promozione dei grandi gruppi. Tutto questo lavoro, che proseguirà durante l’anno, ci porterà a dedicare al tema della bibliodiversità e al ruolo delle biblioteche in questo contesto una full-immersion di tre giorni, nel primo week-end di novembre, in cui chiameremo editori piccoli e grandi a confrontarsi tra loro sulle scelte per i cataloghi 2018: una sorta di anteprima di quello che potremo leggere, durante la quale gli editori abbiano modo di ascoltare da vicino la voce dei propri clienti, ovvero i lettori."

Quali saranno tra i tanti che avete in programma gli eventi di punta della Biblioteca San Giorgio nel 2017?

"Il festival del giallo in programma dal 24 al 27 febbraio, con tanti autori di fama nazionale, una cena-concerto il 25 marzo (non è magnifico cenare in biblioteca ascoltando musica?), la Notte bianca il 22 aprile, in occasione del decennale della San Giorgio, a settembre un convegno nazionale sulle Human Libraries, a novembre il grande evento di 3 giorni sulla bibliodiversità, in collaborazione con il Forum del Libro. Ma molto altro sta ancora bollendo in pentola..."