Difesa idraulica: al via i test per le nuove paratie mobili lungo l’Arno
Simulato sul Lungarno delle Grazie a Firenze il montaggio dei sistemi di protezione finanziati dal PNRR. A regime la capacità di deflusso salirà a 3.500 metri cubi al secondo
Dodici ore di tempo per blindare il centro storico di Firenze in caso di emergenza. Sul Lungarno delle Grazie è scattata la prima esercitazione operativa per il montaggio e lo smontaggio delle paratie mobili lungo l’Arno. Un collaudo sul campo per testare logistica, tempi di trasporto dal magazzino di Mantignano e reattività delle squadre. Non si tratta di barriere permanenti: i componenti metallici verranno montati solo in caso di allerta arancione o rossa.
Il cantiere di Firenze fa parte di un piano più ampio finanziato con i fondi del PNRR, che unisce opere permanenti come argini e muretti a soluzioni temporanee da attivare in emergenza. Insieme alle tre grandi casse d’espansione nel Valdarno Superiore – Figline, Prulli e Restone – il sistema permetterà di aumentare la capacità di deflusso del tratto urbano dell’Arno da 3.200 a circa 3.500 metri cubi al secondo. Abbastanza per contenere una piena eccezionale con tempo di ritorno di 200 anni. Come quella, drammatica, del 1966.
La fine dei lavori strutturali è vicina, fissata per il 29 giugno. Da quel momento le opere saranno funzionali, in attesa del collaudo finale entro il 2026. Ma per far funzionare una macchina così complessa la vera chiave è la sinergia tra le istituzioni e le forze della Protezione Civile, pronte a scattare non appena i sistemi di monitoraggio segnaleranno il superamento dei livelli di guardia.