Oriana Fallaci: la giornalista, la donna, la figura scomoda. A Palazzo Strozzi un convegno celebra una voce libera e senza tempo
L'evento nell'ambito de La Toscana delle Donne. Tra i presenti, Riccardo Nencini e monsignor Rino Fisichella che ne hanno ricordato il talento, il carattere e il volto più intimo
Ci sono giornalisti che raccontano la storia e altri che finiscono per entrarci dentro. Oriana Fallaci apparteneva a questa seconda categoria.
Una voce libera, scomoda, capace di interrogare il potere senza arretrare, di raccontare i conflitti attraverso le persone e di non cercare mai il consenso a tutti i costi.
A vent’anni dalla sua scomparsa, Firenze torna a confrontarsi con la sua eredità umana e professionale nel convegno “Oriana Fallaci. La forza di una voce libera e senza tempo”, promosso nell’ambito de La Toscana delle Donne e che si è tenuto all’Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento, a Palazzo Strozzi, a Firenze.
Un incontro che ha restituito anche il volto più personale della Fallaci. Riccardo Nencini, presidente del Gabinetto Scientifico Letterario G.P. Vieusseux, ha raccontato aneddoti e ricordi che hanno fatto emergere le tante sfaccettature della sua personalità: la donna, la giornalista d’inchiesta rigorosa e perfezionista, ma anche l’amica. Tra i protagonisti, insieme ai rappresentanti della Regione Toscana, ovvero al presidente Eugenio Giani e all’assessora alla Cultura Cristina Manetti, ideatrice della manifestazione “La Toscana delle Donne”, anche monsignor Rino Fisichella, pro-prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione, che ha curato il volume La forza della passione. Lettere a Monsignor Fisichella, in cui è raccolta gran parte dello scambio epistolare con Fallaci, di cui fu amico e confidente, soprattutto negli anni della malattia.
Un’occasione per riscoprire una donna e una giornalista che, ancora oggi, continua a far discutere, interrogare e riflettere.