Indicazioni Geografiche per l’artigianato: 500mila euro per i pionieri della certificazione in Toscana
Le IG per i prodotti artigianali e industriali, introdotte lo scorso dicembre dall’UE, sono state al centro di un convegno alla Mostra Internazionale dell’Artigianato di Firenze organizzato dalla Regione Toscana
Garantire protezione contro le imitazioni, rilanciare le economie locali, preservare le competenze e il patrimonio del Made in Italy: sono questi gli obiettivi delle Indicazioni Geografiche per i prodotti artigianali e industriali, una novità introdotta lo scorso 1° dicembre dall’Unione Europea che è stata al centro di un incontro alla Mostra Internazionale dell’Artigianato di Firenze, organizzato dalla Regione Toscana che sostiene i gruppi di produttori nel percorso verso il riconoscimento e ha già censito 56 produzioni artigianali che potrebbero chiederlo.
“Abbiamo davvero grande aspettative da questa possibilità – ha detto l’assessore all’economia, turismo e agricoltura della Toscana Leonardo Marras – ovviamente c’è bisogno di una spinta, per questo abbiamo messo a disposizione mezzo milione di euro per accompagnare il processo di certificazione, assistendo i pionieri che proveranno a mettere in fila tutti gli aspetti che riguardano la certificazione delle lavorazioni e dei prodotti. Abbiamo visto che cosa è significato per le DOP alimentari ottenere la certificazione e dunque avere la protezione della denominazione d’origine nei mercati internazionali e l’IG per i prodotti artigianali potrebbe avere lo stesso percorso.”
Durante l’incontro istituzioni e rappresentanti del settore artigianale si sono confrontati sulle opportunità offerte da questo nuovo strumento. Al centro, un principio chiave: per ottenere la certificazione, il prodotto deve essere indissolubilmente legato al territorio, come il cappello di paglia di Firenze, il marmo di Carrara, le ceramiche di Montelupo Fiorentino o l’alabastro di Volterra.