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Pallavolo: a Scandicci cala il sipario sulla stagione dei record

Cinquantadue partite, trentotto vittorie, una finale di Coppa Italia, una semifinale scudetto ma soprattutto un titolo mondiale che ha riscritto la storia del club. Scandicci ha scelto di chiudere così, tra la sua gente al Pala BigMat, una stagione che resterà il termine di paragone per gli anni a venire

Mer 6 Maggio, 2026

Non è stata solo una passerella istituzionale, ma il bilancio di 209 giorni vissuti col fiato sospeso, tra la gioia del Brasile e il calore di un territorio che ha risposto presente, con le tribune del palazzetto sempre piene.

Un’annata che Marco Gaspari definisce come “una delle più emozionanti”. Arrivato per dare equilibrio a un gruppo costruito in tempi record per sfidare le corazzate italiane e turche, il coach ha saputo trasformare un roster di stelle in una squadra vera. Un gruppo che lo ha stretto a sé anche nei momenti privati più duri, confermando che dietro ai numeri e agli schemi c’è, prima di tutto, il valore umano.

Eppure, in questa festa, c’è una nota di malinconia che attraversa il palazzetto. È quella legata ai saluti. Lindsey Ruddins, Brenda Castillo e, soprattutto, Ekaterina Antropova. Cinque anni fa arrivava qui come una scommessa di 19 anni; oggi Kate se ne va da campionessa totale con mille punti a referto in questa stagione, pronta per la sfida in Turchia. Non è un addio polemico, ma il desiderio naturale di una ragazza di 23 anni che vuole scoprire fin dove può spingersi il suo talento.

Ma nello sport, il passato serve a poco se non alimenta il domani. La Savino Del Bene lo sa e ha già iniziato a muoversi. Con la posa della prima pietra per il rinnovamento del palazzetto di Scandicci prevista a giugno e la conferma di una colonna come Maja Ognjenovic, la società guarda a un profondo ricambio generazionale per affrontare la prossima stagione.

Il mercato ha già tracciato la rotta: si punterà su volti nuovi e promesse italiane e internazionali per aprire un nuovo ciclo. Kate e le altre lasciano un’eredità pesante e un invito: quello di continuare a tifare col cuore aperto. Perché a Scandicci le campionesse passano, ma l’ambizione di restare tra le squadre più forti non cambia mai.

intoscana
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