Le signore dell’arte: oltre 130 opere a Carrara per svelare la parità del talento
A Palazzo Cucchiari un viaggio di un secolo nella creatività femminile, con prestiti dai più grandi istituti della cultura italiani e un capolavoro che riemerge dopo 80 anni
Fino al 25 ottobre, Palazzo Cucchiari a Carrara ospita “Le signore dell’arte. La parità del talento nell’arte italiana moderna“, una mostra curata da Massimo Bertozzi e promossa dalla Fondazione Giorgio Conti, che propone uno sguardo inedito e “di genere” sulla creatività a cavallo tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo.
Un percorso che si snoda attraverso 131 opere, realizzate da 42 artiste. Al centro della narrazione non c’è solo l’indubbio talento di queste donne, ma anche il “peso” e il ruolo dei legami familiari che ne hanno segnato la formazione e, spesso, la faticosa affermazione in un mondo prevalentemente maschile.
Molti i contributi artistici arrivati da importanti istituti italiani. Dal Quirinale, ad esempio, giunge Affetti, celebre capolavoro di Giacomo Balla che ritrae la moglie e la figlia Luce, quest’ultima presente in mostra come artista insieme alla sorella Elica. E ancora: l’Autoritratto di Adriana Pincherle dagli Uffizi.
C’è poi il Ritratto sagomato di Amanzia Guerillot, una splendida effigie a grandezza naturale dipinta dal marito Angelo Inganni che il pubblico non vedeva da ottant’anni. Pensata originariamente come un ricercato fermaporta per la loro dimora, l’opera è stata restaurata appositamente per questa esposizione. Un’opera in cui la stessa Amanzia, pittrice a sua volta, potrebbe aver collaborato dipingendo il mazzo di fiori che stringe tra le mani.