Storie/ Vite in Transito
A tu per tu con la professoressa Susanna Papini, perchè l’ingegneria è anche donna
Protagonista della nuova puntata di “Vite in Transito” è la professoressa Susanna Papini, docente e ricercatrice nel campo dell’ingegneria meccanica, con una grande passione per i treni. Dalla ricerca all’insegnamento, il suo percorso è un invito alle ragazze a scegliere liberamente il proprio futuro e a vivere le differenze come un valore
C’è chi nei treni vede un mezzo per spostarsi e chi, invece, vede un mondo da conoscere, studiare e contribuire a costruire. È il caso della professoressa Susanna Papini, protagonista della nuova puntata di Vite in Transito. Docente all’Università di Firenze e a ITS Prime, dove insegna nell’ambito dell’ingegneria meccanica, è anche insegnante nella scuola secondaria oltre che ricercatrice.
La sua è una storia che incontra competenze diverse, scandidat da una grande passione per la meccanica e per il mondo ferroviario. Un percorso in un ambiente che ancora oggi può apparire prevalentemente maschile, ma “non deve essere questo a frenare la voglia e la passione”, spiega la professoressa Papini. Ed è proprio questo il messaggio che vorrebbe trasmettere alle ragazze che si avvicinano alle materie STEM: non lasciarsi condizionare dall’idea che alcune strade siano più adatte agli uomini e altre alle donne, ma sentirsi libere di scegliere ciò che davvero le interessa.
Nel corso dell’intervista la professoressa Papini racconta alcuni dei progetti di ricerca ai quali ha lavorato e quelli su cui è impegnata oggi, mostrando quanto possa essere ampio il campo dell’ingegneria e quante possibilità possa offrire a chi decide di intraprenderlo.
Perchè le differenze non sono un limite da superare, ma un valore capace di arricchire il lavoro, la ricerca e la società.