Si è svolto stamani presso l’Auditorium di Sant’Apollonia di Firenze “Più Fundraising Più cultura”, una giornata di formazione e approfondimento sui temi del fundraising dedicata agli enti e alle iniziative culturali organizzato dalla Regione Toscana, in cui si è parlato anche di Art Bonus. L’evento faceva parte degli appuntamenti “Road To – Più Fundraising Più Cultura”, il programma di sensibilizzazione sul tema della raccolta fondi in ambito artistico e culturale, promosso da Scuola di Fundraising di Roma e Patrimonio Cultura società benefit.
Sostegno allo spettacolo e al restauro del patrimonio
Da quando è stato introdotto nel 2014, la strumento dell’Art Bonus ha raccolto complessivamente a livello nazionale 1,17 miliardi di euro di erogazioni liberali per la cultura. Di queste, oltre 158 milioni provenienti dalla Toscana, che risulta la seconda regione in Italia dopo la Lombardia (414 milioni di erogazioni).
Guardando alla suddivisione per province, l’ammontare più alto si registra a Firenze con 89,3 milioni, seguita da Lucca con 32 milioni e Pistoia con 14 milioni. Il 52% delle erogazioni liberali in Toscana è andato per il sostegno agli enti dello spettacolo, il 34% per il restauro e la manutenzione del patrimonio culturale e il 13% per la valorizzazione dei luoghi della cultura.
“Quella di oggi – ha detto l’assessora alla cultura della Toscana Cristina Manetti, intervenendo in apertura dei lavori – è un’iniziativa molto importante e ha una valenza anche nazionale, perché fa parte di un tour che attraversa tutta l’Italia per diffondere e insegnare gli strumenti del fundraising, fondamentali per individuare nuove risorse a sostegno della cultura. Il tema affrontato mi sta particolarmente a cuore ed è centrale per la Regione Toscana, che è stata la prima in Italia a varare una legge sull’Art Bonus regionale, affiancandolo a quello nazionale che, dal 2014, sta raccogliendo fondi significativi per il sostentamento della cultura”.
Art Bonus: 1 milioni di euro dalla Regione
“La Toscana è stata pioniera con una legge ad hoc – ha aggiunto Manetti – e ancora oggi è tra le pochissime regioni che affiancano all’Art Bonus nazionale uno strumento regionale, con un investimento complessivo di un milione di euro: 500mila euro in mancate entrate IRAP e 500mila euro di Art Bonus “puro”. Un aspetto particolarmente innovativo è l’apertura anche alle partite IVA, una possibilità che l’Art Bonus nazionale non prevede. Si tratta di uno strumento che deve ancora essere diffuso, spiegato e insegnato, affinché possa essere sempre più utilizzato per il mantenimento delle tante realtà culturali presenti sul nostro territorio, insieme ad altri strumenti capaci di creare un vero e proprio volano per la raccolta di risorse a favore della cultura”.
Nel corso della mattinata sono interventi Carolina Botti, direttore valorizzazione patrimonio culturale e IT Ales S.p.A seguita da una lectio magistralis di Massimo Coen Cagli, fondatore e direttore scientifico della Scuola di Fundraising di Roma, e da alcuni moduli formativi su specifici strumenti di fundraising (tra cui, un approfondimento sull’Art Bonus nazionale e regionale) e un role play interattivo con la simulazione di casi concreti di raccolta fondi.