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Al via il restauro dell’ex convento di Sant’Orsola a Firenze: lavori per 31 milioni

Parte la fase due per il complesso nel centro della città: al via gli interventi per il consolidamento del parcheggio interrato e la sistemazione delle corti interne

L’ex convento di Sant’Orsola, nel cuore di Firenze, è pronto a rinascere. Sono iniziati infatti i lavori di ristrutturazione, per un costo previsto di oltre 31 milioni di euro che si aggiungono ai 4 milioni già investiti per il rifacimento di facciate e coperture.

Gli interventi partono con il consolidamento del parcheggio interrato e la sistemazione delle corti interne: è stato già piantato il primo albero di ulivo nel corso di una visita della sindaca della città metropolitana Sara Funaro insieme all’architetto del progetto di riqualificazione di Artea, Carlo Bandini. Artea, vincitrice del bando, ha ricevuto la gestione per 50 anni dell’immobile dalla Città metropolitana, che ne era proprietaria.

Sant’Orsola

Il progetto prevede che saranno pubblici i tre cortili – il Cortile dell’Orologio, il Cortile della Spezieria e il Cortile del Tabacco –  e i quattro varchi di accesso da  via Guelfa, via di Sant’Orsola, via Taddea.

“Siamo arrivati concretamente all’inizio della fase due con l’esecuzione degli interventi da parte del privato che garantiranno funzioni di interesse pubblico nel complesso e contribuiranno alla valorizzazione di questa parte di città, che ha visto anche nei mesi scorsi l’assegnazione dei fondi acquistati e riqualificati dalla Città metropolitana per il rilancio dell’artigianato”, ha spiegato Funaro.

Come sarà Sant’Orsola

La convenzione prevede anche l’apertura ufficiale del museo Sant’Orsola, che da ormai tre anni organizza mostre all’interno del complesso immobiliare ancora in trasformazione.

Il progetto prevede una scuola superiore di alta formazione, spazi pubblici destinati a sale riunioni e conferenze e spazi per start up per la produzione culturale. Ci sarà anche una foresteria con spazi destinati all’ospitalità dei partecipanti ai corsi, dei fruitori degli spazi e della Scuola di alta formazione, con il divieto di accogliere ospiti diversi. Un’area per il tempo libero, dove svolgere attività anche a carattere culturale, comprensiva di mostre, eventi, concerti e intrattenimento.

Spazio anche per una Scuola di alta formazione di livello universitario e parauniversitario, dove dovranno essere garantite per ogni anno scolastico tre borse di studio per la frequentazione delle scuole presenti nel complesso.  Nell’ex convento è prevista anche una ludoteca aperta a tutti per sei giorni alla settimana.

Anche il caffè letterario sarà aperto a tutti. Il concessionario realizzerà al suo interno uno spazio da destinare ad emeroteca attrezzata anche per la consultazione online, con libero accesso a tutti. Gli spazi destinati agli atelier artistici dovranno essere concessi dall’operatore in locazione ad artisti e artigiani per la produzione e la vendita.  Il Chiostro della Spezieria, con accesso da via Sant’Orsola e da via Taddea, sarà destinato alla realizzazione di opere d’arte e prodotti artigianali locali.

La storia dell’ex Convento di Sant’Orsola

Sant’Orsola nasce come monastero,  dal XIV all’inizio del XIX secolo, fino alla soppressione attuata da Leopoldo di Lorena nei confronti delle compagnie religiose nel 1773. Nel ‘900 diventa Manifattura Tabacchi, poi, con il trasferimento della fabbrica in Piazza Puccini negli anni ’40,  viene riadattato a centro di accoglienza per gli esuli Istriani e sfollati che si concluderà alla fine degli anni ‘60.

Nel 1975 il complesso viene concesso dal Demanio all’Università per un progetto di realizzazione di alloggi e servizi per studenti, poi passa alla Guardia di Finanza e nel 2009 la proprietà viene trasferita dal Demanio alla Provincia, poi Città Metropolitana di Firenze. Nel 2023 nasce il museo Sant’Orsola, un museo “in cantiere”, con aperture temporanee al pubblico.

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