A partire da domenica 1° febbraio 2026 il percorso di visita del complesso di Santa Maria del Carmine si arricchisce di un nuovo e significativo spazio museale: la Sala della Colonna, che viene aperta stabilmente al pubblico dopo essere stata in passato accessibile solo in maniera occasionale.
L’apertura di questo spazio amplia e completa il racconto artistico e storico del complesso carmelitano, già noto a livello internazionale per la Cappella Brancacci, affrescata da Masolino, Masaccio e Filippino Lippi, e per la Cappella Corsini, capolavoro dell’arte barocca fiorentina recentemente restaurato.
Il nuovo spazio consente di approfondire le origini e le trasformazioni del Carmine, offrendo ai visitatori una lettura più articolata del contesto religioso, artistico e urbano in cui nacquero alcune delle più importanti esperienze del Rinascimento fiorentino.
“Domenica 1° febbraio, in occasione della Domenica Metropolitana, Firenze celebra una vera e propria ‘conquista’ per il suo patrimonio culturale: l’apertura stabile al pubblico della Sala della Colonna, un vero scrigno di tesori, nel complesso di Santa Maria del Carmine” – ha detto l’assessore alla cultura Giovanni Bettarini – “Si tratta di un risultato straordinario frutto di un prezioso accordo con la comunità dei frati Carmelitani e reso operativo grazie alla direzione dei Musei Civici Fiorentini con Fondazione MUS.E. Questo ambiente, che in passato era accessibile solo in via occasionale, diventa da oggi parte integrante e permanente del percorso di visita dei Musei Civici Fiorentini, arricchendo l’offerta che già vanta capolavori assoluti come la Cappella Brancacci e la Cappella Corsini”.

La Sala della Colonna e le sue opere
La Sala della Colonna si trova nel primo chiostro del convento, tra l’antico e il nuovo refettorio e prende il nome dalla grande colonna trecentesca collocata al centro.
Questo spazio ospita affreschi e sinopie staccati provenienti dalla chiesa e dal chiostro, riuniti in questo spazio per la loro qualità artistica e il loro valore storico, emersi nel corso delle campagne di ricerca e di restauro condotte tra Otto e Novecento.
Tra le opere più antiche spicca l’affresco di Pietro Nelli con la Madonna col Bambino in trono affiancata da santi e donatori, databile agli anni Ottanta del Trecento, rinvenuto durante le ricerche ottocentesche per la perduta Sagra di Masaccio.
Alla stessa fase di scoperte risale anche un grande affresco attribuito al giovane Filippo Lippi, allora frate nel convento del Carmine.
Sulle pareti della sala sono inoltre esposti i resti della decorazione a fresco della cappella di San Girolamo, eseguita tra il 1402 e il 1404 da Gherardo Starnina, pittore tardogotico lodato anche da Vasari.
Sonop esposte anche due sinopie di Masolino da Panicale provenienti dalla Cappella Brancacci, raffiguranti il Pentimento di Pietro e il Pasce oves meas, uniche testimonianze superstiti della decorazione originaria del registro superiore, distrutta nel Settecento.
Completa il percorso l’affresco con il Cristo Crocifisso attribuito a Paolo Schiavo e datato intorno al 1425, rinvenuto sotto l’intonaco proprio nella Sala della Colonna durante i restauri successivi all’alluvione del 1966.
