“Concrete” è una parola che pesa, è solida, consistente, reale. In inglese è cemento, materia da costruzione, da contenimento. Ma è anche ciò che resta dopo l’impatto, ciò che resiste al calore, alla pressione, al tempo.
Da questa idea prende forma CONCRETE, il tema scelto per la tredicesima edizione del Dio Drone Festival, in programma sabato 31 gennaio a Firenze negli spazi del BRILLANTE – Nuovo Teatro Lippi, una serata che promette di trasformare il suono in struttura, il rumore in architettura.
L’eco lontana di Chernobyl — “Perhaps you saw burnt concrete” — attraversa come una crepa concettuale l’intero immaginario del festival: ciò che sembra impossibile, ciò che non dovrebbe esistere, ma che invece emerge, annerito, deformato, reale.
Il direttore artistico del festival Nàresh Ran Ruotolo dichiara: “Il Dio Drone Festival giunge quest’anno al suo tredicesimo capitolo, e come ogni volta mi costringe a riflettere su tutto il percorso fatto e alle concatenazioni di eventi che mi hanno portato fino a qui. 13 anni non sono pochi, un traguardo impensabile quando ho organizzato la prima serata ufficiale della neonata label. Un viaggio che mi ha regalato la possibilità di collaborare con persone che mi hanno cresciuto musicalmente, molte delle quali adesso posso considerare veri amici. Dio Drone è una creatura viva, ma soprattutto è la mia personale idea del fare musica e creare connessioni (a volte impensabili) tra musicisti dallo spirito affine. Tutto ciò che sono oggi è strettamente connesso a questa piccola ‘cosa’, che coinvolge i colleghi, gli amici più stretti e la mia famiglia.”
Organizzato da Dio Drone in collaborazione con Nude Guitars e Coito Negato, il DIO DRONE FESTIVAL XIII è un rituale collettivo che mette in dialogo noise, elettronica radicale, industrial e visioni post-umane.
Al centro della serata, un trittico di progetti che esplorano il suono come forza fisica, emotiva e politica: Petbrick, Essaira e MATA.
“CONCRETE significa ‘cemento’, – conclude Nàresh – perchè ciò che avevo in mente per quest’anno era un suono granitico, massiccio e incontrovertibile. Il 13 poi è il numero della trasformazione, per un cambiamento che porta apertura e protezione. I suoni forti mi hanno sempre confortato e trasmesso sicurezza, e in un momento storico che ci spinge brutalmente alla paura volevo che questo festival rappresentasse un simbolico intimo spazio safe per tutti i presenti, per una manciata di ore. E PETBRICK, MATA e ESSAIRA sono per me la colonna sonora perfetta per questo mood.”

Dio Drone Festival: le band in concerto
Protagonista assoluto è PETBRICK, la creatura a quattro braccia e due teste formata da Iggor Cavalera e Wayne Adams. Un progetto che è collisione pura: elettronica estrema, hardcore, grind, percussioni violente e urla noise che si intrecciano in un baccano sonoro senza compromessi.
I suoni forti mi hanno sempre confortato e trasmesso sicurezza, e in un momento storico che ci spinge brutalmente alla paura volevo che questo festival rappresentasse un simbolico intimo spazio safe per tutti i presenti
Petbrick non è solo una performance, ma un microcosmo che riflette i percorsi dei suoi due artefici: da un lato il background punk e breakcore di Adams, dall’altro la traiettoria di Cavalera, figura leggendaria del metal e da sempre attratto dalle forme più sperimentali del suono. Per la prima volta in Italia, Petbrick arriva come un’esplosione controllata, un corpo sonoro che vibra e colpisce.
Accanto a loro, ESSAIRA, progetto nato nel 2023, in un tempo segnato da tensioni climatiche, culturali e astrologiche, e da una modalità di sopravvivenza sempre attiva. Essaira è riappropriazione di tempo e spazio sonoro, un gesto espressivo viscerale e consapevole.
Punkstrial nell’anima, utilizza voci multiple, synth in tensione, chitarre affilate e ritmiche industriali per scandire tempi bui e potenti. È un progetto innamorato di ciò che fa, feroce contro chi tenta di impedirgli di essere ciò che è: un cerbero selvatico che brucia il superfluo e lascia spazio alla spontaneità del presente.
Chiude il cerchio MATA, progetto nato nel 2015 e oggi composto da Alessandro Bracalente, Mauro Mezzabotta ed Emanuele Sagripanti, con il contributo di Manuel Kopf.
MATA è danza tribale ed elettricità, un rave rituale e catartico, postumano e primordiale insieme. Il suo suono vive nel contrasto continuo tra elementi caldi e freddi, in un viaggio trasversale attraverso l’infinità dei linguaggi. “Mata” è una parola che esiste in molte lingue e assume significati diversi: assolutezza e ambiguità che diventano struttura sonora e tensione performativa.
CONCRETE non è solo un tema, ma una dichiarazione di intenti: suono che si fa materia, rumore che prende forma, musica come esperienza fisica e mentale.
Il Dio Drone Festival XIII è un invito a entrare in questo spazio solido e instabile allo stesso tempo, dove il cemento vibra e il presente risuona.
