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© Franco Zanussi

Musica /

I Sick Tamburo e “Dementia”: viaggio viscerale nella mente tra luce e buio

I Sick Tamburo saranno in concerto sabato 31 gennaio al Viper Theatre di Firenze, per presentare l’ultimo disco: un viaggio nella malattia mentale. In apertura i Drop Circles

 

Dementia è l’ottavo album dei Sick Tamburo, uscito per La Tempesta Dischi, e rappresenta una nuova tappa intensa e radicale nel percorso della band.

Un disco che attraversa il disagio mentale senza addomesticarlo, trasformandolo in un flusso emotivo fatto di fragilità, smarrimenti e contrasti continui tra luce e buio, presenza e assenza.

I brani compongono un viaggio nella “non mente” che alterna momenti di quiete apparente a improvvise scosse emotive. Da Mi gira sempre la testa alla lunga title track conclusiva Dementia, l’album si muove come un racconto interiore, attraversato da inquietudine, rabbia trattenuta e desiderio di fuga.

Musicalmente, i Sick Tamburo restano fedeli al loro universo alternative, dove la melodia convive con sonorità indie rock e post-punk, dando vita a un suono compatto, diretto e profondamente viscerale.

Nati a Pordenone dopo l’esperienza nei Prozac+, i Sick Tamburo continuano a trasformare paura e dolore in canzoni senza filtri, confermando il loro ruolo centrale nella scena alternativa italiana.

I Sick Tamburo saranno in concerto sabato 31 gennaio al Viper Theatre di Firenze, in apertura i Drop Circles.

Ecco la nostra intervista a Gian Maria Accusani

Ciao Gian Maria! “Dementia” è il vostro ottavo album, otto dischi per una band è un bel numero, come si porta avanti un progetto così longevo nel panorama della scena alternativa italiana?

Sì porta avanti semplicemente perché c’è sempre la voglia di fare quella cosa che da quando eravamo piccoli ci ha illuminato, salire sul palco e suonare per la gente sotto che sia tanta o poca. Finchè c’è questa lampadina accesa quella voglia rimarrà sempre piuttosto importante. Credo che sia la motivazione principale per tutti quelli che continuano a fare musica.

Parlare di tematiche legate ai più deboli, a quelli che girano fuori dai binari, è il mio modo di cercare di dare forza a queste persone

“Dementia” è un titolo forte, diretto, come mai la scelta di parlare di questo argomento?

Mi sono scontrato con una malattia di questo genere, non voglio raccontarti le mie storie personali, ma ho fatto un viaggio dentro a quel mondo che è allucinante, una scoperta incredibile. Se la guardi da fuori quella cosa ma non ci entri, non capisci, ti spaventa, se sei costretto ad entrarci dentro, come sono stato costretto io, capisci che è un mondo con momenti di confusione, lucidità, paura, silenzio totale dove sembra tutto finito. Così mi è venuto automatico mettere in relazione la malattia mentale, la demenza, con la follia che sta girando per il mondo negli ultimi anni. In qualche modo sono simili, quello che si vede in giro non posso fare altro che chiamarla demenza, perché non riesco a capacitarmi che una persona lucida possa fare certe cose. Quindi tutto è partito dalla malattia, ma poi si è allargato al concetto di follia che imperversa nel mondo.

I Sick Tamburo mi hanno sempre ricordato i The Cure perchè voi cantate in maniera gioiosa di questioni sempre molto cupe, pesanti. Trasmettete gioia ma parlate spesso di argomenti molto pesanti, è un bel cortocircuito , anche in “Dementia”

Le nostre tematiche sono sempre state piuttosto cupe e legate alla malinconia, difficilmente riesco a scrivere cose allegre, quanto meno è difficile scrivere cose così se devo cantarle io, per altri è più facile. Il contrasto tra la cupezza del contenuto e l’armonia o la gioia di una parte musica, in qualche modo può aiutare a dare ancora più valore a quell’idea di concetto che c’è sotto.

Nell’ultimo disco ci sono canzoni come “Ho perso i sogni” e “Mi gira sempre la testa” che parlano delle nostre fragilità in una maniera quasi disarmante, portandole sul palco però riesci a trasformare la fragilità in forza, perché quando se ne parla si diventa più forti

Assolutamente sì, questo è sempre stato, prima inconsciamente adesso più consciamente, il mio scopo. Parlare di tematiche legate ai più deboli, a quelli che girano fuori dai binari, è il mio modo di cercare di dare forza a queste persone, perché come dici te parlandone già a priori si va verso quella direzione. Credo che negli anni sono stato accolto in maniera vera, aver fatto questo tipo di percorso mi ha avvicinato tanta gente che si trovava ai margini, me lo scrivono spesso.

Cosa vorresti che rimanga a chi ascolta questo disco?

Sinceramente non ho mai aspettative, se la gente capisce il nostro messaggio mi fa piacere, ma credo che in una canzone ognuno può avere una chiave un po’ sua. Se qualcuno dovesse prendere le nostre emozioni in una maniera personale e non vicina all’originale, per me è comunque una cosa bella. La canzone è come un vestito a seconda di come lo abbini, prende una forma diversa. Spero sempre che le cose in qualche modo arrivino dentro, è lo scopo della mia scrittura.

Sick Tamburo – © Franco Zanussi

Sick Tamburo in tour: tutte le date

31 gennaio – Firenze – Viper Theatre c/o CDP Grassina
5 febbraio – Torino – Hiroshima Mon Amour
6 febbraio – Roncade (TV) – New Age
7 febbraio – Bologna – Estragon
13 febbraio – Milano – Santeria
14 febbraio – Genova – Luzzati
19 febbraio – Roma – Largo Venue
20 febbraio – Caserta – Lizard Club
21 febbraio – Taranto – Mercato Nuovo
27 febbraio – Bergamo – Druso
28 febbraio – Cesena (FC) – Vidia
1 marzo – Tolentino (MC) – Magma NUOVA DATA
7 marzo – Quartucciu (CA) – Cueva Rock NUOVA DATA
20 marzo – Castiglione del Lago (PG) – Darsena NUOVA DATA
21 marzo – Trecasali (PR) – Arcistella NUOVA DATA

Informazioni sull’evento:

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