La quinta edizione di Mixité – Suoni e voci di culture antiche e attuali, rassegna ideata da Toscana Produzione Musica e diretta da Maurizio Busia e Francesco Mariotti, torna dal 15 marzo al 28 maggio al PARC Performing Arts Research Centre di Firenze.
Undici concerti (sempre la domenica sera alle 19) in prima toscana e alcuni in esclusiva italiana, compongono un percorso musicale che attraversa Sardegna, Friuli, Tunisia, Mongolia e oltre, intrecciando eccellenze del nuovo panorama italiano e talenti internazionali.
Il cartellone attraversa folk, jazz, elettronica, tradizioni mediterranee e asiatiche, teatro sonoro e songwriting, componendo un itinerario che unisce radici e sperimentazione in un dialogo continuo tra culture.
Mixité si conferma un viaggio sonoro che legge il presente per costruire ponti tra culture e linguaggi diversi: canzone d’autore, elettronica, tradizioni orali e musiche di ricerca convivono in un racconto contemporaneo, attento invece alle trasformazioni e alle identità plurali del nostro tempo.
“Mixitè è dedicata alle musiche che nascono dalla lettura del presente e dall’incontro tra culture e linguaggi diversi. Vogliamo partire da radici precise per assistere in presa diretta a una trasformazione in forme eterogenee. Canzone, elettronica, tradizioni orali e musiche di ricerca convivono in un panorama ricco di poetiche diverse. Mixitè non propone una cartografia esotica del mondo, ma un ascolto profondo delle sue trasformazioni. Ogni concerto è un capitolo di un viaggio che attraversa lingue minoritarie, tradizioni reinventate, identità aperte e plurali”, dichiarano i direttori artistici Busia e Mariotti.

Il programma dei concerti di Mixité
La rassegna si apre il 15 marzo con Massimo Silverio, protagonista della “canzone sonora” in dialetto carnico: un viaggio intimo e spirituale tra natura e inquietudini del presente, insieme al percussionista Nicolas Remondino.
Il 22 marzo riflettori su Joachim Cooder, in dialogo con il chitarrista Adriano Viterbini: un live raffinato tra folk, roots, soul e alt-country, che intreccia strumenti tradizionali ed elettrici in un incontro sonoro ricco di sfumature.
Il 29 marzo il progetto Nawā unisce jazz contemporaneo, poesia e tradizioni arabe e nordafricane, guidato dalla cantante e oudista Sarra Douik, in un racconto di migrazione e metamorfosi.
Il 12 aprile Maluf System rilegge in chiave post-revival la tradizione maluf tunisina, fondendo scale modali e strumenti arabo-mediterranei in una prospettiva transnazionale.
Il 19 aprile va in scena “Brulla”, teatro sonoro di Francesco Giomi dedicato alla deforestazione in Sardegna: un documentario per voce ed elettronica dal forte impatto ecologico.
Il 26 aprile i fratelli Duo Bottasso presentano Postcards from Italy, nuova colonna sonora per film muti d’inizio Novecento, intrecciando immagini d’archivio, suoni raccolti in viaggio e composizioni originali.
Il 3 maggio il duo Gnut e Alessandro D’Alessandro rende omaggio alla grande canzone napoletana, riletta tra tradizione, dialetto ed elettronica.
Il 10 maggio la cantante mongola Enji Erkhem attraversa canti tradizionali e jazz contemporaneo, dal debutto Mongolian Song fino all’ultimo album Sonor.
Il 17 maggio spazio al jazz-pop internazionale di Marta Del Grandi, tra suggestioni asiatiche e il nuovo disco Dream Life.
Il 24 maggio torna Nicolas Remondino con il progetto solista Hieratico, tra percussioni, elettronica e sperimentazione.
Gran finale il 28 maggio con l’ensemble franco-australiano Nist-Nah, guidato da Will Guthrie: un’esplorazione poliritmica ispirata al gamelan e alle tradizioni del Sud-Est asiatico, per una chiusura festosa e cosmopolita.
