Fino al 6 maggio Palazzo Strozzi Sacrati a Firenze, sede della Regione Toscana, ospita “Dialogo con la materia”, mostra a cura di Cosimo Chiarelli e Rosanna Tempestini Frizzi, dedicata a Roberto De Nozza, figura atipica e intensa del panorama culturale toscano.
Il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ha dichiarato: “È un onore poter ospitare presso la Presidenza della Regione Toscana una mostra dedicata a Roberto De Nozza, figura così profondamente legata alla Toscana attraverso il suo lungo percorso imprenditoriale nella storica torrefazione del Caffè Manaresi. Un uomo e un fotografo in grado di sorprenderci con la sua capacità di trasformare lo sguardo in arte, che prima di accogliere l’arte nella sua vita è stato artefice di molte e svariate esperienze: imprenditore di successo, ma anche viaggiatore, reporter nelle aree geografiche più complesse del mondo, soprattutto persona che ha saputo esercitare la curiosità per interrogare, sperimentare, creare. Realizzate negli anni Settanta e Ottanta, le venticinque fotografie esposte sono altrettante opere d’arte che testimoniano un percorso umano e creativo e ci inducono a riflettere a fondo sul senso della bellezza nella nostra vita.”

La fotografia tra visibile e invisibile di Roberto De Nozza
Arrivato alla fotografia in età matura dopo un percorso professionale di successo, De Nozza sviluppa tra gli anni Settanta e Ottanta una ricerca breve ma profondamente significativa, interrotta bruscamente nel 1986.
Le opere esposte – realizzate in quel decennio – restituiscono un linguaggio essenziale e rigoroso, costruito per sottrazione, in cui ogni immagine appare come il risultato di una scelta meditata.
La sua fotografia si muove su un confine sottile tra visibile e invisibile, tra presenza e assenza. Oggetti, corpi e superfici sono attraversati da una tensione latente, come sospesi in un processo di trasformazione mai compiuto.
Gli ambienti, spesso chiusi o marginali, diventano spazi densi di suggestione, dove la presenza umana è evocata più che mostrata e dove la materia stessa sembra acquisire una vitalità autonoma.
Lo spazio e la composizione giocano un ruolo centrale: i soggetti si collocano ai margini dell’inquadratura, lasciando emergere superfici, trame e dettagli che attivano una narrazione silenziosa.
In questo equilibrio tra pieni e vuoti, la fotografia assume una dimensione quasi teatrale, fatta di luci, ombre e attese.
“Dialogo con la materia” riporta alla luce un archivio rimasto a lungo silenzioso, offrendo oggi uno sguardo sospeso e meditativo che interroga il tempo, la memoria e il rapporto tra realtà e percezione.
L’assessora alla cultrua Cristina Manetti ha aggiunto: “Uomo di successo, ma anche uomo mosso dall’irrequietezza che è dei grandi viaggiatori, Roberto De Nozza ha sempre coltivato l’arte e dall’arte si è fatto invadere. Delle molte cose che ha scelto di fare nella vita, attività e latitudini diverse ma sempre nel segno della libertà e del desiderio di sperimentare, un posto a parte occupa la fotografia. Non è solo un modo di rappresentare il mondo: è anche ricerca interiore, viaggio intorno ai limiti, soglia di passaggio tra visibile e invisibile, tra la realtà quale si presenta e le sue infinite possibilità. È una mostra che siamo orgogliosi di ospitare a Palazzo Strozzi Sacrati e per la quale voglio ringraziare tutti coloro che l’hanno realizzata, a partire dai curatori, il professor Cosimo Chiarelli e Rosanna Tempestini Frizzi della galleria La Corte Contemporanea.”
