Firmato a Livorno il Manifesto del lavoro buono, un documento unico a livello nazionale il cui obiettivo è affermare una visione comune del lavoro fondata su qualità, sicurezza e dignità, “Il lavoro è il fondamento della nostra Repubblica e rappresenta un diritto, ma anche un dovere di partecipazione alla vita sociale. Questo Manifesto va nella direzione giusta: quella di promuovere un lavoro inclusivo, sicuro, dignitoso e adeguatamente tutelato dal punto di vista economico, mettendo al centro la persona e il valore sociale del lavoro”, ha detto il presidente della Regione Eugenio Giani intervenutoalla firma nella sede del Comune.
Il documento nasce da un percorso condiviso che ha coinvolto oltre 30 soggetti tra istituzioni, sindacati, associazioni di categoria, ordini professionali e realtà del territorio. Si propone come una cornice valoriale e operativa capace di orientare politiche pubbliche e comportamenti delle imprese, mettendo al centro la persona.
I punti fondamentali del Manifesto
Tre i pilastri su cui si fonda il Manifesto: lavoro sostenibile, lavoro sicuro e lavoro inclusivo. Un lavoro regolare, stabile e adeguatamente retribuito; attento alla salute e al benessere delle lavoratrici e dei lavoratori; libero da discriminazioni e capace di garantire pari opportunità e conciliazione tra vita e lavoro.
Tra le azioni annunciate figurano il rafforzamento delle politiche attive del lavoro, l’introduzione di strumenti per garantire una retribuzione adeguata negli appalti pubblici, iniziative per la diffusione della cultura della sicurezza, specie nelle scuole e interventi mirati nei settori più esposti a precarietà e fragilità.
Pur non avendo valore normativo, si configura come una “bussola” per costruire un modello di sviluppo che coniughi crescita economica e qualità del lavoro, contrastando fenomeni di sfruttamento e disuguaglianza.