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Appalti pubblici per lavori, servizi e forniture: un mercato da 10,5 miliardi (in crescita)

L’importo complessivo delle commesse pubbliche registra un aumento dell’11%. L’assessore Lenzi: “Finito il Pnrr, la vera sfida parte adesso”

Rapporto regionale sugli appalti pubblici in Toscana - © Jacqueline Macou - Pixabay

I contratti pubblici per l’affidamento di lavori, servizi e forniture delle pubbliche amministrazioi toscana toscane sono un mercato da 10 miliardi e mezzo, in crescita anche al picco raggiungto nel 2022, in piena fase Pnrr. Buona la presenza delle imprese private toscane, anche se la concorrenza resta aperta. È il quadro tracciato dal rapporto 2025 curato da Irpet e Osservatorio regionale dei contratti pubblici della Toscana presentato a Palazzo Strozzi Sacrati dall’assessore ai contratti pubblici Alberto Lenzi.

L’importo complessivo delle commesse pubbliche registra una crescita dell’11% in tutte le sue componenti. Nel dettaglio aumentano i servizi (+29%) e i lavori (+8%, per un importo di 2,5 miliardi), cui si aggiunge il forte incremento delle forniture, dovuto in larga parte alle procedure per l’acquisto di farmaci che sono cicliche, ogni 4 anni.

“Dopo due anni di flessione siamo di fronte ad una una ripresa importante, che ha una grossa ricaduta sulle imprese toscane e dunque sui territori se guardiamo ai dati sull’assegnazione dei lavori. Speriamo di continuare su questo trend, ma è chiaro che la grande sfida arriva oggi per il domani, perché è finito il Pnrr e da quello che ci pare di capire lo Stato non ha per ora messo in campo programmi di investimenti particolare, per cui dovremo ottimizzare le risorse che verranno assegnate”, ha osservato l’assessore Lenzi, evidenziando allo stesso tempo “la capacità delle amministrazioni toscane di far fronte anche alle novità introdotte dal nuovo Codice degli appalti e dall’obbligo di digitalizzazione dell’intero ciclo di affidamento. dovranno cercare di ottimizzare al massimo le risorse che ci sono”.

Il Pnrr e i lavori pubblici

In Toscana circa un terzo del valore dei lavori avviati dal 2022 è riconducibile al Pnrr, quota che sale al 50% per le amministrazioni comunali. Le procedure del Piano, rispetto a quelle ordinarie, come si legge nel rapporto, si sono distinte per una maggiore rapidità e per un più intenso ricorso alla committenza aggregata, ma non per una più ampia concorrenza.

Il mercato resta locale e di piccola scala. Le imprese toscane mantengono una quota elevata del mercato regionale dei lavori pubblici (circa il 70% del numero e il 40% del valore). Le micro imprese (fino ai 9 addetti) si aggiudicano circa il 60% degli affidamenti per numero. Non si registra infine un aumento del numero dei subappalti, anche in questo caso circa il 70% dei subappalti va a imprese toscane sia nei contratti di lavori che di servizi.

Sul fronte della digitalizzazione, dall’analisi è memersa la capacità delle amministrazioni toscane di aver sviluppato competenze interne, anche grazie ad una implementazione della piattaforma digitale regionale avviata molto tempo prima dell’introduzione a livello nazionale dell’obbligo di digitalizzazione.

Come nel resto d’Italia, l’affidamento diretto, favorito dall’innalzamento delle soglie, è diventato la modalità prevalente per numero, ma non per importo: in Toscana riguarda circa la metà dei lavori e intorno al 60 per cento dei servizi, a fronte però di una quota marginale in termini di valore (circa il 9 per cento nei lavori).

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