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Viaggi missionari, la Toscana sostiene 62 giovani in partenza per Africa, Asia, America Latina ed Europa

La Regione finanzia con 25 mila euro 62 borse di studio per i progetti delle 18 Diocesi toscane nell’ambito di Giovanisì. Negli ultimi anni sono stati coinvolti oltre 600 ragazze e ragazzi

Un’esperienza di incontro, cooperazione e crescita civile porterà i giovani toscani a confrontarsi con popoli, culture e religioni diverse.

Sono i viaggi missionari promossi dalle 18 Diocesi della Toscana, sostenuti dalla Regione attraverso il progetto Giovanisì e finanziati per il 2026 con un contributo complessivo di 25 mila euro destinato a coprire le spese dei partecipanti.

L’iniziativa è stata presentata a Firenze dal presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, dal sottosegretario alla Presidenza Bernard Dika, coordinatore di Giovanisì, e dai rappresentanti della Conferenza Episcopale Toscana.

Erano presenti Monsignor Gherardo Gambelli, vicepresidente della C.E.T. e vescovo delegato per le migrazioni, l’evangelizzazione dei popoli e la cooperazione tra le Chiese, Monsignor Samuel Mbairabé Tibingar, vescovo di Koumra in Ciad, e Maria Chiara Pallanti, coordinatrice del Centro missionario diocesano di Firenze.

Secondo il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani: “Sostenere i viaggi missionari dei giovani è per la Regione Toscana motivo di orgoglio, perché significa investire in un’esperienza che educa a ciò che davvero conta: lo spirito di adattamento, la capacità di valorizzare l’essenziale e di riconoscere ciò che unisce le persone al di là delle differenze. In questi percorsi internazionali i ragazzi imparano a costruire amicizie sincere con culture e religioni diverse, a dialogare con comunità lontane e a scoprire che la cooperazione nasce sempre dall’ascolto e dal rispetto reciproco. Sono esperienze che formano cittadini più consapevoli, più aperti e più capaci di contribuire al bene comune della nostra regione”.

“Sono esperienze che restano per tutta la vitaha detto il sottosegretario Bernard Dika – una vera palestra che forma cittadini consapevoli e aperti al mondo nel modo più semplice, non raccontando semplicemente i valori, ma accompagnandoli a viverli davvero. Stare accanto a popoli diversi, condividere la quotidianità, affrontare con spirito di adattamento contesti nuovi e talvolta complessi, significa imparare la cooperazione tra i popoli ed educare autenticamente al rispetto e alla Pace. Come Regione Toscana siamo felici di sostenere la CET in questo importante impegno per le nostre ragazze e ragazzi”.

CET

Oltre 600 ragazzi e ragazze coinvolti da tutta la Toscana

Negli ultimi cinque anni i viaggi missionari hanno coinvolto oltre 600 ragazze e ragazzi provenienti da tutta la Toscana, offrendo loro l’opportunità di vivere esperienze concrete di servizio e solidarietà in contesti spesso segnati da fragilità sociali ed economiche.

L’obiettivo è favorire nei giovani il senso di disponibilità alla cooperazione, la conoscenza reciproca tra i popoli e una maggiore consapevolezza dell’impegno civile e sociale all’interno delle comunità.

Per il 2026 partiranno 62 giovani dalle diverse diocesi toscane. Le destinazioni spaziano dall’Africa (Congo, Ruanda, Tanzania, Angola e Burkina Faso) all’America Latina con Bolivia e Brasile, fino all’Asia con le Filippine. Sono previsti anche percorsi in Europa, in particolare a Palermo e Lampedusa e in Bosnia.

Secondo i promotori, questi viaggi rappresentano una straordinaria occasione di formazione umana oltre che spirituale: un’esperienza capace di lasciare un segno profondo nei partecipanti e di trasformarsi, al ritorno, in un impegno concreto a favore della propria comunità.

“A nome della Conferenza Episcopale Toscana, esprimo la nostra gratitudine alla Regione Toscana per il sostegno ai viaggi internazionali che vedono in partenza molti giovani della nostra regione, nell’ambito delle attività organizzate dai Centri missionari delle diocesi toscaneha detto Sua Eccellenza Monsignor Gherardo Gambelli – Al di là del contributo economico, apprezziamo il riconoscimento che viene dato al valore culturale, educativo e civile di questi viaggi che consentono di conoscere realtà lontane dalla nostra, di visitare paesi dell’Africa, dell’America Latina, dell’Asia o anche territori italiani ed europei che sono crocevia di popoli e persone. I giovani che vivono queste esperienze, che le nostre diocesi promuovono da molti anni, sviluppano una maggiore conoscenza del mondo, dei problemi economici e sociali che sono all’origine del fenomeno migratorio. Ma tornano anche arricchiti dall’incontro con culture, tradizioni, modi di vivere. Questi viaggi permettono anche di incontrare persone che, in questi luoghi, si dedicano ad attività di solidarietà, di vicinanza, di promozione umana. Per questo siamo certi che chi vi partecipa porta, al suo ritorno, un arricchimento di conoscenze ed esperienze che viene poi trasmesso agli altri, contribuendo al bene della nostra regione”.

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