Per la prima volta tourismA il Salone dell’Archeologia e del Turismo Culturale ospiterà un reperto archeologico: l’Urna del Bottarone, capolavoro etrusco in alabastro (425–380 a.C.), gravemente danneggiato dall’alluvione del 1966.
Protagonista dell’edizione 2026, dal 27 febbraio al 1° marzo al Palazzo dei congressi a Firenze, è infatti l’anteprima della mostra “I colori dell’alabastro. Il restauro dell’Urna del Bottarone sessant’anni dopo l’alluvione di Firenze”.
Il recente restauro, sostenuto dall’Ufficio Federale Svizzero della Cultura in collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale di Firenze, ha restituito luminosità e colori originari alla celebre scena degli sposi scolpiti.
Dal progetto è nato nel 2022 anche un laboratorio permanente di restauro interno al museo, a conferma dell’eccellenza del MAF nel campo della conservazione, erede dell’esperienza maturata dopo l’alluvione.
Il 28 febbraio (ore 11, Sala Verde) si terrà inoltre l’incontro “Conservare per rinnovare – Nuovi restauri, esposizioni e allestimenti al Museo Archeologico Nazionale di Firenze”, a cura del direttore del museo Daniele Federico Maras, per presentare al pubblico i più recenti interventi conservativi.
Ampio spazio anche alle attività per bambini (6–11 anni), con laboratori creativi sul mondo etrusco e sul restauro – tra cui Gioie e colori d’Etruria, Specchi e riflessi etruschi, Animazioni etrusche, Nocchieri e lunghe trecce e Lo sguardo della Gorgone Medusa – che includono una breve visita guidata all’Urna del Bottarone.
L’iniziativa conferma il ruolo del Museo Archeologico Nazionale come centro dinamico di ricerca, conservazione e divulgazione, capace di valorizzare il patrimonio archeologico attraverso il dialogo tra passato e presente.
