Palazzo Strozzi celebra nel 2026, con una grande mostra in programma dal 14 marzo al 23 agosto, uno dei grandi maestri dell’arte americana: Mark Rothko.
Rothko (1903–1970) è stato un pittore statunitense di origine lettone, tra i protagonisti dell’Espressionismo astratto, celebre per i suoi grandi dipinti con campi di colore sovrapposti.
Che cosa si vede nei quadri di Mark Rothko?
A prima vista, i dipinti di Mark Rothko sembrano molto semplici: grandi tele, spesso verticali, due o tre grandi campi di forma rettangolare dai colori profondi: rosso scuro, arancio, giallo, blu, viola, marrone, nero.
Non ci sono figure, paesaggi, oggetti, prospettiva. Solo colore sospeso nello spazio.
Ma i quadri di Rothko dal vivo sono tutt’altro che piatti. I rettangoli galleggiano, sembrano avvicinarsi o allontanarsi, a volte danno l’impressione di una luce che emerge dall’interno della tela.
Il colore è steso in strati sottilissimi, quasi trasparenti, che fanno sì che la superficie pulsi, come una pelle.

Cinque spunti per capire l’arte di Mark Rothko
1-Rothko non “rappresenta”, ma provoca uno stato d’animo
Rothko non voleva raccontare storie né dipingere oggetti. I suoi campi di colore sono strumenti emotivi: servono a far emergere sentimenti primari come silenzio, vertigine, pace, angoscia, trascendenza.
2-Il colore per Rothko è esperienza, non decorazione
I colori non sono scelti per essere “belli”, ma per vibrare insieme. I bordi sfumati e sovrapposti fanno sì che il colore sembri respirare, avanzare o ritirarsi davanti allo spettatore.
3-Nelle opere di Rothko le dimensioni contano
I quadri sono spesso enormi perché Rothko voleva che lo spettatore fosse dentro l’opera, non davanti. Avvicinarsi è parte dell’esperienza: il dipinto diventa uno spazio, un ambiente in cui immergersi. Per questo chiedeva che i suoi quadri fossero appesi: bassi, in stanze raccolte, per osservarli da vicino.
4-Rothko è un artista spirituale (ma non in senso religioso)
Le opere di Rothko cercano una forma di sacralità laica, simile a quella della musica o del silenzio: non spiegano, ma fanno sentire. Quindi ciò che si vede cambia molto da persona a persona.
5-Prendetevi tempo per osservare i quadri di Rothko
Guardando un Rothko il tempo sembra rallentare, si ha voglia di stare in silenzio, l’opera non si “legge” subito: si attraversa. I suoi quadri non si “capiscono” in pochi secondi. Richiedono di sostare, lasciar sedimentare le sensazioni. Se non succede nulla subito, va bene lo stesso: l’arte di Rothko funziona spesso in ritardo.
