Cultura/

Chi è Mark Rothko? Una guida per capire l’artista in mostra a Palazzo Strozzi

Una grande mostra dal 14 marzo al 23 agosto 2026 a Firenze celebra il maestro dell’Espressionismo astratto con due sezioni speciali presso il Museo di San Marco e la Biblioteca Medicea Laurenziana

Mark Rothko - © https://www.parmesse.it/2024/02/11/i-colori-di-mark-rothko/

Palazzo Strozzi celebra nel 2026, con una grande mostra in programma dal 14 marzo al 23 agosto, uno dei grandi maestri dell’arte americana: Mark Rothko.

Rothko (1903–1970) è stato un pittore statunitense di origine lettone, tra i protagonisti dell’Espressionismo astratto, celebre per i suoi grandi dipinti con campi di colore sovrapposti.

Che cosa si vede nei quadri di Mark Rothko?

A prima vista, i dipinti di Mark Rothko sembrano molto semplici: grandi tele, spesso verticali, due o tre grandi campi di forma rettangolare dai colori profondi: rosso scuro, arancio, giallo, blu, viola, marrone, nero. 

Non ci sono figure, paesaggi, oggetti, prospettiva. Solo colore sospeso nello spazio.

Ma i quadri di Rothko dal vivo sono tutt’altro che piatti. I rettangoli galleggiano, sembrano avvicinarsi o allontanarsi, a volte danno l’impressione di una luce che emerge dall’interno della tela.

Il colore è steso in strati sottilissimi, quasi trasparenti, che fanno sì che la superficie pulsi, come una pelle.

Mark Rothko

Cinque spunti per capire l’arte di Mark Rothko

1-Rothko non “rappresenta”, ma provoca uno stato d’animo
Rothko non voleva raccontare storie né dipingere oggetti. I suoi campi di colore sono strumenti emotivi: servono a far emergere sentimenti primari come silenzio, vertigine, pace, angoscia, trascendenza.

2-Il colore per Rothko è esperienza, non decorazione
I colori non sono scelti per essere “belli”, ma per vibrare insieme. I bordi sfumati e sovrapposti fanno sì che il colore sembri respirare, avanzare o ritirarsi davanti allo spettatore.

3-Nelle opere di Rothko le dimensioni contano
I quadri sono spesso enormi perché Rothko voleva che lo spettatore fosse dentro l’opera, non davanti. Avvicinarsi è parte dell’esperienza: il dipinto diventa uno spazio, un ambiente in cui immergersi. Per questo chiedeva che i suoi quadri fossero appesi: bassi, in stanze raccolte, per osservarli da vicino.

4-Rothko è un artista spirituale (ma non in senso religioso)
Le opere di Rothko cercano una forma di sacralità laica, simile a quella della musica o del silenzio: non spiegano, ma fanno sentire. Quindi ciò che si vede cambia molto da persona a persona.

5-Prendetevi tempo per osservare i quadri di Rothko
Guardando un Rothko il tempo sembra rallentare, si ha voglia di stare in silenzio, l’opera non si “legge” subito: si attraversa. I suoi quadri non si “capiscono” in pochi secondi. Richiedono di sostare, lasciar sedimentare le sensazioni. Se non succede nulla subito, va bene lo stesso: l’arte di Rothko funziona spesso in ritardo.

Mark Rothko
I più popolari su intoscana
intoscana
Privacy Overview

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.