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A Didacta la scuola è un laboratorio di pace: il metodo Rondine per trasformare i conflitti

Alla Fortezza da Basso istituzioni, docenti e studenti a confronto su relazioni, cittadinanza globale e gestione dei conflitti nelle scuole toscane grazie al progetto sostenuto dalla Regione Toscana

La vicepresidente Mia Diop all’incontro promosso da Rondine Cittadella della Pace - © Ufficio stampa Rondine

Didacta Italia 2026, in corso alla Fortezza da Basso ha ospitato l’incontro “Generare habitat di pace. Abitare il conflitto con le relazioni”, promosso da Rondine Cittadella della Pace con il sostegno della Regione Toscana, per approfondire il valore educativo della trasformazione dei conflitti dentro e fuori la scuola.

Sviluppo sostenibile, gestione dei conflitti e coesione sociale. Questi i temi al centro dell’incontro.

“Un luogo che rischiava lo spopolamento – spiega la vicepresidente della Regione Toscana Mia Diop – è diventato negli anni una vera cittadella dedicata alla pace. Un progetto che la Regione Toscana sostiene anche attraverso le risorse del Fondo Sociale Europeo + 2021–2027 e che dimostra concretamente come giovani provenienti da Paesi segnati dai conflitti possano incontrarsi, studiare e vivere insieme, trasformando la distanza e la diffidenza in dialogo e responsabilità. In un momento storico in cui la guerra torna a colpire intere generazioni, esperienze come questa ci ricordano che un’altra strada è possibile ”.

“Nei prossimi mesi – continua Diop – avvieremo anche il percorso degli Stati Generali della Pace, che abbiamo scelto di costruire come uno spazio aperto e partecipato. Crediamo che la pace debba nascere dal confronto, dalle relazioni, dalla cultura e dall’impegno delle comunità . Sarà un lavoro diffuso su tutto il territorio toscano, insieme alle istituzioni, alle associazioni, alle scuole, alle università e soprattutto alle giovani e ai giovani”.

L’appuntamento ha riunito rappresentanti istituzionali, mondo educativo, studenti e studentesse, offrendo una riflessione condivisa su un tema sempre più centrale nel presente: costruire comunità scolastiche capaci non di rimuovere il conflitto, ma di attraversarlo senza distruggere la relazione. “L’esperienza di Rondine rappresenta oggi uno dei modelli più autorevoli e concreti di educazione alla pace . Il suo insegnamento è profondo: il conflitto, se attraversato con strumenti adeguati, può trasformarsi da frattura in occasione di crescita, riconoscimento e bene comune. È un metodo che parla ai contesti internazionali come alle scuole, alle comunità e alle relazioni quotidiane, offrendo una prospettiva educativa capace di incidere davvero nel presente”, ha ribadito Paola Butali, vicepresidente di Rondine Cittadella della Pace, ricordando la centralità del Metodo Rondine.

Al centro dell’incontro, coordinato da Elena Calistri, Autorità di gestione FSE Regione Toscana, i primi risultati del progetto “Educazione alla Pace e alla Trasformazione dei Conflitti”, sostenuto dal PR FSE+ 2021-2027 della Regione Toscana, avviato nelle scuole toscane per promuovere cittadinanza globale, partecipazione attiva e strumenti concreti per la gestione delle tensioni nei contesti educativi. Un percorso che ha mostrato come la pace, per essere credibile, debba uscire dal linguaggio delle dichiarazioni di principio e diventare pratica quotidiana, esercizio di ascolto, responsabilità e riconoscimento dell’altro.

L’incontro ha guardato anche al futuro con il focus su YouTopic Fest 2026, che si svolgerà dal 4 al 7 giugno, il Festival internazionale sul conflitto promosso da Rondine, e sulla prossima Marcia per la Pace che apre il Festival, momenti che intrecciano educazione, cittadinanza e protagonismo giovanile.

 

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