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Educare all’uguaglianza di genere dall’infanzia, mille insegnanti al corso con Gino Cecchettin

A Firenze il primo evento di formazione promosso dalla Fondazione Giulia Cecchettin e dall’Università di Firenze. Il padre della ragazza uccisa:”Gli stereotipi si attaccano agli esseri umani molto prima di ciò che pensiamo, è fondamentale educare al rispetto fin dai primi anni di vita”

Gino Cecchettin al Ngf24

Mille insegnanti della scuola dell’infanzia e della primaria hanno partecipato a Firenze al primo corso nazionale di formazione “Educare all’uguaglianza di genere, fin dall’infanzia”, promosso dalla Fondazione Giulia Cecchettin e dal dipartimento Forlilpsi dell’Università di Firenze.

Sono state più di 1.300 le domande ricevute, oltre il numero massimo previsto. Tre le regioni coinvoltre nella fase pilota del progetto: La maggior parte dei partecipanti proviene dalla Toscana (il 54,3%), poi Veneto (30,6%) e Puglia (15,1%). La grande maggioranza dei candidati è donna (97,6%).

“L’obiettivo è estendere il corso a tutta Italia e farlo diventare un percorso accademico e culturale sistematico”, ha spiegato Gino Cecchettin, padre di Giulia, la giovane donna uccisa da Filippo Turetta, suo ex fidanzato, nel 2023.

Educare i più piccoli alla parità di genere

“Intervenire presto è fondamentale: nella scuola dell’infanzia e nella primaria si formano le prime rappresentazioni di sé e degli altri e prendono forma molti degli stereotipi che influenzano il modo in cui bambine e bambini guardano al mondo – ha detto Irene Biemmi, responsabile scientifica del corso e del progetto di ricerca -. Per questo abbiamo scelto di lavorare con le insegnanti e gli insegnanti che accompagnano le prime fasi della crescita, offrendo strumenti per riconoscere questi condizionamenti culturali e promuovere percorsi educativi più consapevoli e inclusivi”.

Il programma prevede 4 moduli per un totale di 60 ore, tra videolezioni, studio autonomo e verifiche finali: si svolgerà in modalità online fino a novembre. Accanto alla formazione il progetto sarà accompagnato da una ricerca nazionale, coordinata dal dipartimento formazione, lingue, intercultura, letterature e psicologia dell’Ateneo fiorentino, che analizzerà la consapevolezza di genere del corpo docente, i bisogni formativi e le competenze sviluppate durante il percorso: i risultati saranno presentati pubblicamente in un report previsto per la fine del 2027.

Dal punto di vista delle differenze di genere, ha poi aggiunto Gino Cecchettin,  “siamo ancora indietro. Basta guardare i dati Istat sull’occupazione femminile, sulla presenza delle donne all’interno dei cda. Sono dati oggettivi. Noi dobbiamo fare tutto il necessario affinché almeno le prossime generazioni possano vedere nell’altro o nell’altra” una persona “uguale e non dare inizio a quella difformità di potere e privilegi che ha caratterizzato la storia fino ad oggi”.

“Non si deve ricadere negli stessi stereotipi in cui sono cadute le generazioni precedenti – ha aggiunto -. Gli stereotipi si attaccano agli esseri umani molto prima di ciò che pensiamo, è fondamentale educare al rispetto fin dai primi anni di vita. Se oggi c’è maggiore consapevolezza? Di sicuro se ne parla tanto di più, se ne parla perché ci sono tante associazioni e movimenti che prendono forza e stanno continuando a sensibilizzare la popolazione. E poi perché continuano i casi di femminicidio”. A Firenze, ha poi sottolineato, “ci sono istituzioni che hanno un occhio di riguardo verso queste tematiche, noi ringraziamo le istituzioni fiorentine sia a livello comunale che a livello regionale”.

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