Firenze riscopre il proprio ruolo di protagonista nel panorama artistico del primo Novecento con la mostra “Firenze Déco. Atmosfere degli anni Venti”, in programma fino al 25 agosto 2026 a Palazzo Medici Riccardi.
L’esposizione a cura di Lucia Mannini intende restituire il clima di straordinario fermento creativo che caratterizzò Firenze negli anni Venti, quando la città si affermò come laboratorio d’eccellenza per le arti decorative, la moda, la grafica e il design, in dialogo costante con le principali capitali europee.
Attraverso un ampio percorso espositivo che riunisce ceramiche, arredi, gioielli, tessuti, abiti e manifesti pubblicitari, la mostra propone una lettura non localistica del Déco fiorentino, evidenziandone la rilevanza su scala nazionale e internazionale.
Negli anni Venti del Novecento Firenze fu in grado di accogliere le novità delle arti decorative europee e intrecciarle in chiave originale e potente
Tutto accade nel periodo successivo alla Prima guerra mondiale, quando le arti applicate acquisirono un ruolo strategico non solo sul piano estetico ma anche produttivo.
In questo scenario Firenze seppe distinguersi grazie alla qualità delle sue manifatture e alla capacità di artisti e designer di confrontarsi con i linguaggi della modernità.
“Visitando la mostra ci sembra di tornare indietro di un secolo; d’un colpo siamo circondati di opere, gusti e stili che permearono gli anni Venti del Novecento e che tuttora sentiamo come particolarmente affini, eleganti e suadenti”, dichiara Valentina Zucchi, responsabile scientifico di Palazzo Medici Riccardi – “Negli anni Venti del Novecento Firenze fu infatti in grado di accogliere le novità delle arti decorative europee e di interpretarle in chiave originale e potente, in sapiente equilibrio fra tradizione e modernità. L’esposizione ci avvolge e ci incanta, portando – grazie all’accurato lavoro di Lucia Mannini e del comitato scientifico – il grande pubblico alla conoscenza di un periodo felice per le arti tutte. La collaborazione con tante prestigiose istituzioni del territorio ne è la prova, valorizzando il tessuto culturale e sociale cui la città diede vita in quel periodo e mostrando come le esposizioni possano essere preziose occasioni di ricerca e di studio da una parte, di condivisione e di piacere dall’altra.”

Il percorso espositivo
L’esposizione si articola in sezioni tematiche che approfondiscono diversi ambiti della cultura visiva e materiale del periodo. Dall’influenza della scena parigina – con un focus sull’Exposition Internationale des Arts Décoratifs del 1925 – ai rapporti con il teatro e la Commedia dell’Arte, fino alla produzione ceramica, uno dei punti di forza del territorio.
Sono sculture, dipinti e grafiche, ma anche arredi, abiti, fotografie, video e ceramiche a ricostruire il dinamico clima di quel momento e raccontare storie avvincenti del nostro recente passato
Ampio spazio è dedicato anche alle Biennali di Monza, fondamentali per la definizione di un linguaggio moderno delle arti applicate, e allo sviluppo della grafica pubblicitaria, segnata dall’eredità del Futurismo e rappresentata da artisti come Lucio Venna e Nerino.
Tra i protagonisti del percorso figurano personalità di primo piano come Gio Ponti, protagonista del rinnovamento della manifattura Richard-Ginori, Galileo Chini con le Fornaci San Lorenzo, e Thayaht, autore della celebre “Tuta” del 1920, esempio di design funzionale e innovativo.
Accanto a loro emergono le prime esperienze fiorentine di marchi destinati a una fortuna internazionale come Salvatore Ferragamo e Gucci, oltre alla produzione tessile di alto livello apprezzata anche da Gabriele D’Annunzio.
Chiude il percorso una sezione dedicata alla moda e all’artigianato, tra sartorie, accessori e oggetti di lusso, che restituisce l’immagine di una Firenze elegante e cosmopolita, capace di intercettare il gusto di una clientela internazionale.
“È stato un vero divertimento lavorare a questo progetto – ha detto la curatrice Lucia Mannini – andare a scovare tra collezioni pubbliche e private le opere e gli oggetti d’arte che meglio potessero testimoniare la vitalità di Firenze in un decennio cruciale per la creatività italiana come è stato quello degli anni Venti. Il panorama che si presenta in mostra è estremamente ricco e variegato, comprendendo opere pienamente ascrivibili al modo di progettare e al sistema di segni del Déco, ma anche altre che dimostrano sensibilità di più sfuggente definizione, ma sempre pienamente “alla moda”: tutte concorrono a evocare le affascinanti atmosfere tipiche degli anni Venti. Sono infatti sculture, dipinti e grafiche, ma anche arredi, abiti, fotografie, video e ceramiche a ricostruire il dinamico clima di quel momento e raccontare storie avvincenti del nostro recente passato”.
Un viaggio immersivo nelle atmosfere degli anni Venti che racconta una stagione decisiva per la costruzione dell’identità moderna di Firenze.
