Caterina Landucci, in arte “La Landucci”, cantautrice di Lucca, è una delle voci più promettenti della nuova scena musicale italiana.
Appena ventenne ma già con una visione nitida, costruisce il proprio universo musicale a partire da una scrittura sincera e profondamente emotiva, capace di trasformare fragilità, ricordi e relazioni in canzoni intense e mai scontate.
Dopo gli studi di canto e chitarra, e un percorso autonomo al pianoforte, è durante il lockdown del 2020 che scopre nella scrittura il centro della sua identità artistica.
Da lì prende forma un progetto coerente e personale, che attira presto l’attenzione del produttore Fausto Cogliati e si arricchisce attraverso esperienze formative e palchi prestigiosi, come quello del Teatro Dal Verme di Milano.
Tra riconoscimenti, partecipazioni a eventi legati al Festival di Sanremo e nuovi traguardi live, La Landucci continua a farsi spazio portando avanti una musica essenziale e intensa, come dimostra anche il suo progetto “Unplugged”. Un percorso in evoluzione che trova nella voce e nelle parole il suo punto più forte.
Dopo i primi due singoli “Con quella voce” e “Cantastorie”, da pochissimo è uscito il nuovo singolo “Caffè” che ci accompagna a scoprire passo dopo passo il nuovo album.
Ecco la nostra intervista a Caterina Landucci
Ciao Caterina, come stai? Parto subito con una domanda diretta, quando vedrà la luce il tuo nuovo disco?
Entro fine anno ho intenzione di pubblicare il mio primo album. Sono un po’ indecisa su quali canzoni inserire, perché ne ho tante a cui sono affezionata, devo ancora decidere. Però uno spoiler lo posso fare ed è che ci sarà un filo conduttore che lega tutte le canzoni, secondo me lo potete intuire già da quelle che sono uscite. Ma non vi dico niente perché non voglio bruciare la sorpresa.
l’obiettivo della mia musica è trovare persone che si riconoscano nei miei testi e che possano trovare un conforto o la forza per superare momenti difficili
Ho letto che è stato il lockdown il momento in cui ti sei messa a scrivere i pezzi
Sì, diciamo che ho cercato di trovare qualcosa di positivo in un periodo che aveva pochi aspetti favorevoli. Io ho sempre cantato, poi mi sono avvicinata al pianoforte e alla chitarra e durante il lockdown ho avuto bisogno di sfogarmi, di esprimermi e ho trovato come valvola di sfogo appunto la musica e la scrittura. Ho sempre scritto in realtà anche da piccolina, più che altro racconti, storie brevi, mi è sempre piaciuto scrivere. E quindi ho pensato di poter unire queste mie due passioni in una sola. All’inizio scrivevo canzoni in inglese, forse perché mi sembrava più facile aprirmi in una lingua che non era la mia. Ormai è da qualche anno che sto scrivendo prevalentemente in italiano.
Cosa ascoltano i ventenni, cosa ti piace?
La risposta che posso darti, e che può sembrare una risposta inutile è che ascolto tutto. Io sono veramente sempre con le cuffie, qualsiasi cosa faccio, mentre mi sto allenando, mentre sto studiando, mentre sto pensando di scrivere una canzone, ho sempre qualcosa in cuffia. L’indie pop è un po’ il mio genere, la musica indie alternativa, il country mi piace, mi piace il rock.

Più cantanti italiani o più stranieri?
Secondo me il bilancio è 50% italiani e 50% stranieri. Tra gli stranieri forse ti direi Faouzia che è una cantante araba, canta in inglese però ha sonorità arabeggianti, un po’ particolari. Tra gli italiani uno degli artisti che mi sta più a cuore è Michele Bravi, perché il proprio modo in cui scrive le canzoni, i testi che fa, mi emozionano veramente sempre tantissimo.
essere indipendente mi permette di esprimermi e di essere me stessa al 100%, sia dal punto di vista delle canzoni che dal punto di vista dell’immagine, mi permette di essere me e basta, solo io
Come nasce l’ispirazione per le tue canzoni?
L’ispirazione generalmente mi viene da quello che vivo, dalle emozioni che provo, ma anche dalle cose che mi raccontano le persone che mi circondano. Quello che provo nel sentire le storie raccontate o anche quello che mi raccontano di aver provato mi entra in testa piano piano ci rifletto e così nasce l’ispirazione per scrivere le mie canzoni.
Nel tuo nuovo singolo il profumo del caffè una sorta di innesco che fa partire un ricordo
Sì, l’ho scritta perché una mia amica mi ha raccontato che aveva conosciuto un ragazzo e la cosa che le era rimasta più impressa era appunto il profumo che portava. Ho pensato a quanto a volte basta veramente un profumo, un sapore, una cosa semplice che troviamo magari anche nella nostra quotidianità per ricordarci di una persona speciale, una persona con cui vorremmo parlare, che vorremmo rivedere.
Sei giovanissima, ti stai affacciando in questo mondo della musica, quali sono le difficoltà più grandi che stai affrontando?
Sicuramente una cosa che posso dire è che essere un’artista indipendente è sia una difficoltà che un vantaggio. Da un lato non è sempre facile arrivare al pubblico a cui si aspira, non è facile farsi notare. Però penso che sia anche un vantaggio perché essere indipendente mi permette di esprimermi e di essere me stessa al 100%, sia dal punto di vista delle canzoni che dal punto di vista dell’immagine, mi permette di essere me e basta, solo io. Questo penso che possa aiutarmi anche nel mio obiettivo, che è quello di connettermi alle altre persone tramite la mia musica. Essere indipendente mi permette di esprimermi pura come sono e sicuramente questo mi aiuta anche a connettermi alle persone perché il mio obiettivo, l’obiettivo della mia musica è trovare persone che si riconoscano nei miei testi e che possano trovare un conforto o la forza per superare momenti difficili.