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La Regione al fianco delle coppie toscane: 350 mila euro per la fecondazione assistita

I provvedimenti seguono due direttrici principali: da un lato la gratuità della fecondazione eterologa per le coppie residenti in Toscana, dall’altro la promozione di strumenti per la preservazione della fertilità come il congelamento degli ovuli

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La Giunta regionale ha approvato due delibere che definiscono modalità di accesso ai servizi di procreazione medicalmente assistita (Pma) e prevedono uno stanziamento complessivo di 350 mila euro.

L’obiettivo è rafforzare l’impegno a sostegno della fertilità e alla genitorialità, confermando l’attenzione verso i bisogni delle coppie.

I provvedimenti seguono due direttrici principali: da un lato la gratuità della fecondazione eterologa per le coppie residenti in Toscana – fatta salva la compartecipazione alla spesa, con copertura da parte del Servizio sanitario regionale dei costi per il reperimento dei gameti – dall’altro la promozione di strumenti per la preservazione della fertilità.

“Con questi interventi – evidenzia il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani – la Toscana compie un passo importante per sostenere concretamente il diritto alla genitorialità. Vogliamo essere al fianco delle coppie con strumenti concreti, e affrontare una delle grandi sfide del nostro tempo, quella della denatalità”.

“La Regione Toscana – è il commento dell’assessora alla sanità Monia Monni – sceglie di riconoscere la fertilità e l’accesso alla procreazione medicalmente assistita come un diritto. Garantire percorsi più equi significa mettere al centro le persone e la qualità della loro vita, rafforzando il ruolo pubblico della sanità. Allo stesso tempo, l’apertura al social freezing (ovvero la crioconservazione degli ovociti femminili ndr ) di segna un passaggio culturale importante. Riconosciamo che le scelte legate alla genitorialità non seguono più schemi rigidi, ma si intrecciano con i percorsi di vita, di lavoro e di autonomia individuale. È una risposta ai cambiamenti della società e al tema della natalità, che non può essere affrontato con strumenti del passato. Con questi provvedimenti affermiamo diritti, libertà di scelta e responsabilità pubblica nel sostenere i progetti di vita delle persone. Andiamo verso un welfare moderno e inclusivo, capace di accompagnare le trasformazioni sociali.”

Come funziona

L’accesso al “social freezing” o congelamento degli ovuli è consentito a donne e uomini fino al compimento dei 40 anni ed è a carico degli interessati, secondo tariffe definite a livello regionale, cui si aggiunge il costo annuale di conservazione.

Restano invece gratuiti, o soggetti a ticket, i trattamenti connessi a condizioni mediche, come patologie oncologiche o terapie che possono compromettere la fertilità.

La seconda delibera interviene sulla fecondazione eterologa, prevedendo per le coppie residenti in Toscana la copertura, da parte del Servizio sanitario regionale, dei costi per l’acquisto dei gameti, rafforzando così il principio di equità nell’accesso alle cure.

Per le coppie non residenti resta invece a carico degli utenti il costo dei gameti, con una compartecipazione pari a 1.500 euro per gli ovociti e 500 euro per i gameti maschili. Non è previsto alcun rimborso per le coppie toscane che effettuano trattamenti fuori regione o all’estero.

“È un investimento – conclude l’assessora – che guarda alle persone, alle loro scelte e alle loro difficoltà. Perché quando si parla di fertilità e genitorialità non si parla solo di sanità, ma di vita, di possibilità, di futuro”.

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