Saranno gli artisti Ismaele Nones e Teodora Axente a realizzare i drappelloni per il Palio di Siena del 2026. I due pittori sono stati nominati oggi dalla Giunta comunale: Nones firmerà il drappellone del Palio del 2 luglio e Axente quello del Palio del 16 agosto.
“Due artisti di profilo internazionale – sottolinea il sindaco di Siena, Nicoletta Fabio – che si cimenteranno in una realizzazione così particolare come quella dei drappelloni che andranno ad arricchire i musei delle Contrade vincitrici il 2 luglio e il 16 agosto in piazza del Campo. In Nones si fondono ricerca pittorica, pensiero progettuale e riferimenti colti passando per la tradizionale iconografia senese. Axente è un’artista alla ricerca costante di stimoli provenienti da secoli e sensibilità differenti, i suoi lavori sembrano sospesi tra la pittura fiamminga del quindicesimo e sedicesimo secolo e il più contemporaneo surrealismo. Due artisti molto diversi fra loro ma accomunati da raffinatezza tecnica e carica simbolica”.
Il drappellone del 2 luglio dedicato a San Francesco
Ismaele Nones, nato a Trento nel 1992, si distingue quale giovane artista affermato in Italia e nel mondo. Fin da piccolo segue il padre nella sua attività di iconografo, collaborando alla realizzazione di opere pittoriche e monumentali sia in Italia che all’estero. A partire dal 2006 studia pittura e scultura presso l’Istituto d’Arte Alessandro Vittoria di Trento, per poi approdare all’Accademia di Belle Arti di Venezia. La ricerca artistica di Nones si propone di far nascere nuovi luoghi facendo interagire tematiche attuali con linguaggi, tecniche e soggetti attinti dal mondo iconografico. Il sacro si mescola con il profano, l’antico con il contemporaneo.
“Con il drappellone del 2 luglio 2026 – si legge nell’atto di nomina dell’artista – si intendono commemorare gli ottocento anni dalla morte di San Francesco, non solo per la sua grandiosa opera ma anche per il fortissimo legame del Santo con la nostra città, così come dimostrato dal Piccolo Testamento di Siena”.

Teodora Axente e i 500 anni della Battaglia di Camollia
Teodora Axente, nata nel 1984 a Sibiu, in Romania, si è distinta per l’originalità della sua voce ispirata dalla sua famiglia, dalla sua fede religiosa, ma anche da un profondo assorbimento della storia dell’arte che permea tutta la sua opera. Ciò che ne risulta è un’arte liminale tra la tradizione e l’inconscio. Come dice l’artista stessa: “La pittura è una continuazione del sogno ma anche un desiderio di trasformare e rompere le convenzioni del mondo reale”.
Il drappellone del 16 agosto commemorerà i cinquecento anni dalla Battaglia di Camollia, quando la notte del 25 luglio 1526 l’esercito nemico fu respinto e costretto alla fuga e la Repubblica Senese mantenuta intatta e indipendente.
Le opere di Axente, tra le voci più intense della pittura europea contemporanea, si possono ammirare nella mostra “Metamorfosi del Sacro”, in ocrso fino all’11 gennaio presso il Complesso museale Santa Maria della Scala di Siena