Il fenomeno dell’hikikomori, giovani che si isolano in casa per mesi o anni, rifiutando la scuola e le relazioni sociali, ha assunto dimensioni allarmanti. Secondo le stime di Hikikomori Italia, sarebbero circa 200mila gli adolescenti coinvolti in forme di ritiro sociale, pari a circa l’1,7% degli studenti tra gli 11 e i 19 anni. Un dato in forte crescita nonostante la difficoltà di avere stime puntuali aggiornate: nel 2020 i ragazzi che avevano smesso di frequentare i coetanei nella vita extrascolastica erano stimati in 100 mila, numero che nel 2022 risulterebbe raddoppiato.
Percorsi formativi e strumenti digitali per prevenire il ritiro sociale
Per rispondere in modo strutturato a questa emergenza in Toscana è nato Reconnect, il primo progetto attivo sul territorio toscano dedicato esclusivamente alla prevenzione del ritiro sociale e dell’abbandono scolastico precoce.
Reconnect, che vede come capofila il Consorzio Co&So di Firenze e la partecipazione dell’Associazione Hikikomori Italia ed è finanziato dal Programma Erasmus+ dell’Unione europea, ha l’obiettivo di sviluppare percorsi formativi specializzati e strumenti digitali avanzati a supporto di insegnanti, dirigenti scolastici, psicologi ed educatori. L’obiettivo è intercettare precocemente le situazioni di fragilità e accompagnare i giovani verso un rinnovato coinvolgimento educativo e relazionale.
“Reconnect rappresenta una nuova sfida per noi – spiega Claudia Calafati, presidente di Co&So – dopo moltissimi anni che lavoriamo con adolescenti e giovani adulti ci sentiamo ingaggiati nella sperimentazione di proposte concrete per la prevenzione e il contrasto di fenomeni come il ritiro sociale. L’impegno ulteriore sarà quello di coinvolgere fin da subito le istituzioni, per esempio attivando cabine di regia regionali, al fine di monitorare congiuntamente gli interventi e sistematizzare le pratiche maggiormente efficaci, rendendole politiche pubbliche”.
“Il cuore pulsante del progetto Reconnect risiede nell’attivazione di percorsi formativi d’eccellenza, progettati per fornire a insegnanti ed educatori gli strumenti necessari per intercettare precocemente i segnali di isolamento. Investire nella formazione significa trasformare la scuola in un presidio attivo capace non solo di riconoscere il ritiro sociale, ma di guidare con competenza i processi di reintegrazione educativa degli adolescenti” sottolinea Marco Crepaldi, presidente dell’associazione nazionale Hikikomori Italia.
Il gioco online come spazio di dialogo
L’elemento centrale del progetto è la realizzazione di una piattaforma di gioco online, pensata sia per gli adolescenti in ritiro sociale sia per gli adulti di riferimento. La piattaforma offrirà uno spazio digitale sicuro di dialogo, confronto e sperimentazione, in cui le dinamiche ludiche si integrano con percorsi educativi strutturati, favorendo motivazione, partecipazione e la costruzione di relazioni significative.
Il progetto si inserisce in un percorso già avviato sul territorio fiorentino insieme alla cooperativa sociale Il Girasole con il progetto Edugamer, che valorizza le potenzialità dei videogiochi come strumenti di ingaggio e relazione.
“Educatori di strada appositamente formati – spiega Simona Pancari, responsabile Area Educazione di Co&So – diventano EduGamer, operatori capaci di condurre percorsi educativi basati sul gioco digitale all’interno delle EduGaming Zone, spazi attrezzati che favoriscono partecipazione, cooperazione e inclusione.”