È partito ieri da Pistoia il viaggio della Regione Toscana nei territori per costruire una strategia digitale sempre più diffusa, inclusiva e sicura. Il primo appuntamento del tour “Toscana futuro digitale” ha acceso i riflettori su un tema chiave: la cybersicurezza, tassello fondamentale insieme a connettività, competenze e uso etico dell’intelligenza artificiale. Un percorso che punta a coinvolgere direttamente Comuni ed enti locali, trasformandoli in protagonisti della transizione digitale.
Una Toscana diffusa più connessa, senza divari
Ad aprire i lavori è stato l’assessore all’innovazione digitale della Toscana Alberto Lenzi, che ha tracciato la visione strategica regionale. “Vogliamo rendere tutta la Toscana connessa, senza lasciare indietro nessuno, sia dal punto di vista della connessione che della facilitazione digitale delle persone con i Punti Digitale Facile. Senza la giusta connessione chi lavora in smart working è costretto a spostarsi e le aziende non sono competitive sul mercato” ha spiegato Lenzi, sottolineando come il diritto alla connettività, che la Regione ha inserito nel suo statuto, sia ormai essenziale per i cittadini, i lavoratori e le imprese, perché la competitività economica passa anche dalla qualità delle infrastrutture digitali.
Nell’ottica della Toscana diffusa, che valorizza le aree interne e periferiche, la Regione lavorerà in stretta collaborazione con i Comuni per mappare le aree più critiche per la connessione e intervenire con soluzioni concrete: potenziamento della fibra e installazione di nuovi tralicci e antenne per la telefonia mobile nelle aree cosiddette a fallimento di mercato, ovvero quelle in cui l’intervento per i privati non è economicamente conveniente per la scarsità degli utenti potenziali.
Per l’allargamento della banda ultra larga il piano regionale per il 2026 prevede di collegare entro la fine dell’anno 460mila unità immobiliari, dalle abitazioni alle imprese agli edifici pubblici e le scuole, con un investimento totale di 255 milioni di euro di fondi europei, nazionali e regionali.
Una strategia che ha anche una dimensione sociale e territoriale: garantire connessioni affidabili significa contrastare lo spopolamento delle aree più remote, creare nuove opportunità di sviluppo e garantire l’accesso a servizi essenziali anche di Protezione civile e primo soccorso.
Punti Digitale Facile e nuove competenze sull’AI
Altro pilastro dell’azione regionale è il rilancio dei Punti Digitale Facile, presidi territoriali già diffusi in Toscana che saranno rafforzati con nuove funzioni. La rete dei PDF aperti in Toscana con i fondi del PNRR è stata prorogata fino al 30 giugno con 2 milioni di euro, grazie un accordo tra la Regione Toscana e il Dipartimento della Transizione digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, con l’obiettivo di arrivare dai 130mila cittadini aiutati ai 170mila.
A giugno la Regione lancerà un nuovo avviso per aprire i Punti Digitale Facile per i prossimi anni, rivolto a pubbliche amministrazioni ed enti del terzo settore.
Questi spazi non si limiteranno più ad aiutare i cittadini nell’accesso ai servizi online della pubblica amministrazione ma diventeranno luoghi di formazione sull’intelligenza artificiale, accompagnando le persone verso un uso consapevole delle nuove tecnologie.
Sull’AI la Toscana si conferma tra le realtà più avanzate anche sul piano normativo. Dopo la legge regionale sull’innovazione digitale approvata nel 2024, è al momento in discussione in Consiglio regionale una nuova proposta di legge dedicata all’uso etico e responsabile dell’AI, che prevede anche una parte formativa per la cittadinanza affidata appunto ai PDF.
Inoltre la Regione sta lavorando alla creazione di un osservatorio sull’AI, coinvolgendo università, istituzioni e parti sociali, con l’obiettivo di monitorare l’impatto della tecnologia e tutelare i cittadini.
Cybersicurezza: la sfida centrale per la PA
Il focus della tappa pistoiese di ieri è stata la cybersicurezza, un tema sempre più cruciale per enti pubblici e amministrazioni locali. La Regione affianca i Comuni mettendo a disposizione competenze, strumenti e servizi condivisi, con un’attenzione particolare agli enti più piccoli, spesso privi di risorse interne adeguate per affrontare minacce sempre più sofisticate.
“La Regione cerca di aiutare i comuni e gli enti locali che sono quelli vicini alla popolazione ad avere degli strumenti necessari, per esempio abbiamo creato il centro di sicurezza informatica per le pubbliche amministrazioni, è partito con fondi Pnrr e sta crescendo, copre già la Regione, le aziende sanitarie e sta coprendo i comuni di più grandi dimensioni fino a scendere a quelli più piccoli – ha spiegato Leonardo Borselli, CISO della Regione Toscana, ovvero responsabile della strategia di sicurezza informatica – siamo in un mondo sempre più connesso, sempre più basato sui dati e sulle informazioni e quindi bisogna non solo gestirle ma anche tenerle in sicurezza”
Fondamentale è anche il contributo di METIS Toscana, la nuova società in house della Regione che aiuta gli enti locali nei processi di digitalizzazione. Il presidente Francesco Di Costanzo ha evidenziato l’impegno sulla cybersicurezza, con attività di monitoraggio, prevenzione e aggiornamento continuo dei dati, a supporto delle PA.
Un altro elemento distintivo del modello toscano è la collaborazione con il sistema accademico, che ha portato anche alla nascita del Centro di competenza toscano per la cybersecurity, che coordina attività di ricerca, formazione e trasferimento tecnologico per aiutare cittadini, imprese ed enti pubblici a comprendere e affrontare le minacce informatiche.