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Tra visione cinematografica e ricerca emotiva: il nuovo disco di Cecilia Quad “Se fosse un film”

È disponibile su tutte le piattaforme digitali e in tutti i digital stores “Se fosse un film”, il nuovo EP di Cecilia Quad, un progetto originale di reinterpretazioni cinematografiche

Cecilia Quad

Ha un modo tutto suo di abitare le canzoni: sospeso, evocativo, quasi cinematografico… Cecilia Quad si è fatta conoscere proprio così, trasformando cover internazionali in opere nuove, intime e riconoscibili, grazie a una vocalità eterea e a una cura raffinata degli arrangiamenti.

Un percorso che ha trovato una prima consacrazione con l’EP Molto Personale, dove la sua versione acustica di Take On Me ha conquistato la televisione nazionale e importanti emittenti radiofoniche, mentre il rifacimento di Papaoutai di Stromae ha superato le 300.000 visualizzazioni, scalando le classifiche iTunes in diversi paesi europei.

Alle radici della sua identità musicale c’è anche un forte legame con la cultura francofona, che l’ha portata a collaborare con lo scrittore Frédéric Maze in un progetto diffuso fino al Senegal, approdando persino alla televisione di Youssou N’Dour. Un’apertura internazionale che oggi si riflette in un linguaggio artistico sempre più personale.

Con il nuovo EP Se fosse un film, Cecilia Quad compie un ulteriore passo: immagina celebri brani italiani come se fossero nati per il grande schermo, trasformandoli in vere e proprie colonne sonore.

Il risultato è un lavoro ampio, evocativo, costruito su arrangiamenti ispirati ai grandi maestri della musica per cinema come Hans Zimmer e Ennio Morricone, fino alle suggestioni di Harry Gregson-Williams. Ogni traccia diventa così una scena, un frammento di narrazione, un’emozione che prende forma in musica.

Accanto alle reinterpretazioni, il progetto introduce anche una nuova direzione autoriale: quella dell’epic pop sinfonico, cifra stilistica che anticipa i suoi prossimi inediti. Tra questi, Inferno, brano intenso e onirico già in rotazione radiofonica, che affronta temi universali come il male, la fede e la perdita, trasformandoli in un viaggio interiore sospeso tra spiritualità e abisso.

Ecco la nostra intervista a Cecilia Quad

Cecilia come nasce l’idea di questo disco?

È nata insieme all’arrangiatore Ugo Buongianni, che è l’arrangiatore di Mina degli ultimi vent’anni praticamente. Avevamo in comune la passione per i suoni orchestrali, un ritorno agli archi, cose che generalmente sono considerate un po’ passate, forse non “alla moda”. Noi invece volevamo invece ripristinarli e fare dei brani che avessero queste sonorità. Usando questi suoni orchestrali, abbiamo pensato di fare delle cover riportate nel mondo cinematografico. È stato un esperimento, anche con brani che proprio non sembravano adatti, li abbiamo trasformati, questo progetto ci ha entusiasmati.

I brani li avete scelti insieme?

Dipende, siamo partiti con Bella d’estate, che è uno dei miei brani preferiti, proprio nelle mie corde, è una canzone che ho sempre cantato, perché adoro Mango da sempre. È quella, diciamo, che era un po’ più vicino al mondo cinematografico, come stile, armonie, melodia. Invece Su di Noi di Pupo è un brano, secondo me, conosciuto per una veste molto leggera, ma che in realtà, ha un’emozione che magari l’autore non è riuscito a esprimere. Questa è la mia presunzione. Abbiamo voluto dargli questa vena malinconica, emotiva, che io sentivo in questo brano, e riportarlo in quel mondo per vedere che succedeva.

Come hai iniziato a suonare? Come sei entrata nel mondo della musica?

Avevo una predisposizione, fin da bambina, mi piaceva studiare musica, canto, ma ho iniziato con il violino, quindi si ritorna all’origine orchestrale. Mi piace il canto lirico e sono anche una cantautrice. La mia vita è stata sempre legata alla musica. Insegno canto, scrivo canzoni. Quindi tutto è cominciato un po’ per gioco e poi grazie a volontà e passione ne ho fatta una professione.

Quali sono i tuoi film preferiti?

Ce ne sono diversi, un film che mi piace molto è Malena, che è un film un po’ mediterraneo, ma anche Il Postino, mi piacciono quelle atmosfere e anche Non ti muovere di Castellitto.

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