Cultura/

“Voci a Pitigliano” un calendario di eventi per ripensare il turismo

Voci a Pitigliano si articola dal 14 marzo al 21 aprile in un percorso di incontri, spettacoli e riflessioni dedicate al rapporto tra territorio, comunità, turismo e futuro

Comune di Pitigliano, Acquedotto

Nel cuore della maremma toscana si trova Pitigliano, uno dei borghi più caratteristici d’Italia, è un centro antico scolpito nel tufo, sospeso tra natura e storia, con le vie cave e una stratificazione culturale, che va dagli etruschi alla comunità ebraica.

Essendo una delle realtà più iconiche tra i piccoli centri italiani fa i conti con gli effetti negativi del turismo.

Per questo, il Comune ha avviato un percorso di riflessione condiviso con la cittadinanza, dal 14 marzo al 21 aprile prende il via “Voci a Pitigliano” quattro fine settimana di conferenze, spettacolo e incontri con studiosi ed esperti per parlare di modalità alternative di accoglienza.

“Pitigliano – ha detto il presidente Giani– è una perla culturale della Toscana, una vera “piccola Gerusalemme” che racchiude millenni di storia, dalle civiltà etrusche alla convivenza religiosa, fino alle grandi vicende rinascimentali. E’ un luogo straordinario, rimasto fuori dai circuiti del turismo di massa, che oggi può essere valorizzato attraverso un turismo diffuso fatto di cultura, spiritualità ed esperienze autentiche. Iniziative come “Voci a Pitigliano” danno contenuti concreti al diritto alla ricerca della felicità che abbiamo voluto inserire nello Statuto della Toscana. Voci a Pitigliano è un esempio virtuoso di riflessione sul futuro dell’accoglienza – ha spiegato Giani –. Governare il turismo significa tutelare l’identità dei luoghi e la qualità della vita delle comunità. La Regione Toscana guarda con interesse a questo percorso, che può diventare un modello per molti territori, in particolare delle aree interne”.

“L’iniziativa di Pitigliano – ha aggiunto l’assessora Manetti – rappresenta perfettamente il modello di turismo culturale che vogliamo promuovere in Toscana, capace di coniugare la valorizzazione dei territori con il diritto alla felicità delle persone. Un turismo diffuso, inserito nel progetto della Toscana diffusa, che supera la logica dell’overtourism e delle mete sovraffollate per andare alla scoperta di esperienze autentiche, bellezza e ricchezza culturale”. Secondo Manetti, si tratta di “ripensare il turismo in una fase in cui se ne avverte fortemente la necessità, offrendo risposte concrete anche alle criticità delle città prese d’assalto dai flussi turistici. In questo caso parliamo di un piccolo borgo ricco di storia, capace di offrire non solo cultura ma anche esperienze profonde, persino spirituali”, ha aggiunto, richiamando esempi come i cammini e la Via Francigena o il percorso dedicato a San Francesco. “Il turismo è sempre il risultato delle scelte dei visitatori: se siamo in grado di orientarle, possiamo governare meglio i flussi e valorizzare in modo equilibrato i nostri territori”.

“Pitigliano – afferma il sindaco Giovanni Gentili – punta su un modello peculiare, basato su esigenze e aspettative della comunità locale. In questi mesi con i nostri cittadini abbiamo parlato degli effetti negativi del turismo mordi e fuggi, del dilagare degli affitti brevi e del conseguente snaturamento del centro storico. Criticità che sono comuni a tante città italiane. Sentiamo l’esigenza di approfondire la riflessione con il contributo di studiosi ed esperti per arrivare a governare certi fenomeni tracciando il percorso più adatto alla nostra specifica realtà. Ai vari incontri parteciperanno amministratori regionali e comunali, professore universitari e giornalisti, associazioni e, ovviamente, i cittadini, tutti con un ruolo attivo”.

Voci a Pitigliano

Il programma degli eventi

Voci a Pitigliano si apre sabato 14 marzo al Teatro Salvini con Generatori di bellezza, lo spettacolo di Emilio Casalini, che introduce il tema della bellezza come motore di rigenerazione.

Domenica 15 marzo, nella sala Ildebranda, giornalisti, studiosi e amministratori si confrontano su buone pratiche e criticità del racconto dei territori: dalla crisi epistemica italiana al turismo come monocultura, dal tema dell’identità fino al ruolo delle comunità locali e delle istituzioni.

Il secondo weekend, sabato 21 marzo, propone la lezione-spettacolo Homo turisticus di Duccio Canestrini.

Domenica 22 marzo è dedicata alla consapevolezza e al superamento dei luoghi comuni: studiosi e autori analizzano concetti inflazionati come identità, tradizioni, autenticità, paese e borgo, offrendo nuove chiavi di lettura su turismo, paesaggio, cucina italiana e viaggio come esperienza etica.

Sabato 11 e domenica 12 aprile il focus si sposta sulla felicità come obiettivo delle comunità che accolgono. Lo spettacolo L’Italia dei paesi di Franco e Livio Arminio apre un fine settimana che prosegue con riflessioni su paesaggio, cammino, decrescita felice ed economia del benessere, per immaginare territori in cui vivere bene sia la vera attrattiva.

Il ciclo si conclude sabato 18 aprile con la lezione-spettacolo di Alessandro Calonaci sull’essenza toscana tra letteratura e teatro, e domenica 19 aprile con una giornata dedicata alle prospettive future: dal turismo nelle aree interne alla decrescita turistica, dagli ecomusei alla progettazione urbana, fino a un confronto operativo con tecnici regionali e associazioni per individuare soluzioni concrete a sostegno delle comunità e delle imprese.

Pitigliano
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