Accoglienza e inserimento sociale insieme, un percorso condiviso che si concretizza nell’Housing first e che vede luce per la prima volta a Firenze. Nascerà infatti in via Pier Capponi una struttura di cohousing con 13 alloggi, da circa 25 metri quadrati l’uno, spazi e servizi comuni, destinata a persone che vivono in condizioni di grave emarginazione.
Investiti 1,5 milioni di euro
Nell’immobile, di proprietà comunale, potranno entrare circa 25 persone. I lavori sono in corso e termineranno a giugno per un costo complessivo di un milione di euro, di cui la metà che arrivano da risorse Pnrr. Il progetto è rivolto a persone che vivono situazioni di marginalità, già in carico e seguite dai servizi sociali, non in grado quindi di accedere autonomamente a una sistemazione abitativa.
Anche in via dell’Anconella, in un altro immobile comunale, nascerà un’area con lo stesso principio: 3 gli appartamenti, per un intervento da 500.000 euro, sempre con fondi Pnrr.
La formula è sempre quella del co-housing, quindi monolocali con alcuni servizi in comune come cucina, lavanderia e spazio di socializzazione. La capienza ipotizzabile degli appartamenti, destinati sia a singoli che a coppie o più persone, si stima possa arrivare a 35 persone complessivamente tra via Capponi e via dell’Anconella.
I principi dell’Housing first
L’Housing first è un approccio innovativo nel contrasto alla povertà che prende il via dall’immediata accoglienza associata ad un percorso più ampio volto alla promozione dell’autonomia e dell’inclusione sociale.
“È il primo Housing first di proprietà comunale che aprirà a Firenze”, ha spiegato la sindaca Sara Funaro che ha effettuato un sopralluogo in via Capponi insieme all’assessore al welfare Nicola Paulesu. “Un progetto che dà risposte sociali e abitative a fasce di persone con fragilità importanti nell’ambito della marginalità, persone che hanno bisogno di essere seguite in un certo modo”.