Il Premio Letterario Internazionale Ceppo, il primo premio italiano dedicato alla narrativa breve giunto alla sua 70esima edizione, ha selezionato i dieci finalisti per la sezione ‘Racconto’ tra oltre 100 opere candidate.
70 anni di Premio Ceppo
La rosa, scelta dalla giuria presieduta da Paolo Fabrizio Iacuzzi e diretta da Luca Ricci, comprende Claudio Bagnasco (Fare il possibile), Marta Cristofanini (Selenide), Daniela Gambaro (Verdissime), Helena Janeczek (Il tempo degli imprevisti), Andrej Longo (Undici non dimenticare), Francesca Matteoni (Animali, custodi di storie), Monica Pareschi (Inverness), Veronica Raimo (La vita è breve, eccetera), Matteo Terzaghi (Il manuale del fosforo e dei fiammiferi) e Anna Voltaggio (La nostalgia che avremo di noi).
“In questo 2026 l’edizione è impreziosita dal 70esimo anniversario del Premio, che cade proprio nell’anno in cui Pistoia è Capitale del Libro – ha sottolineato il presidente del Premio Paolo Fabrizio Iacuzzi – siamo molto soddisfatti di aver individuato, ancora una volta, una top ten di altissimo valore, che unisce esperienza ed esordi, fornendo una fotografia quanto mai efficace del panorama dinamico della narrativa italiana contemporanea.
La cinquina dei finalisti sarà ridotta a una “terzina” nel mese di febbraio, mentre il vincitore assoluto verrà proclamato domenica 10 maggio presso il Palazzo Comunale di Pistoia, votato in diretta dalla Giuria dei Giovani Lettori Under 35.
I dieci racconti in finale
I libri selezionati disegnano un panorama narrativo molto ricco e diverso, ma unito da una forte attenzione all’esperienza umana e alle sue zone più fragili. “Fare il possibile” di Claudio Bagnasco lavora sulla sottrazione e sulla forza dei dettagli minimi, trasformando la scrittura in un gesto di cura verso ciò che appare disperso. “Selenide” di Marta Cristofanini costruisce un universo narrativo sospeso e coerente, dove l’identità si muove in uno spazio di mistero e trasformazione. “Verdissime” di Daniela Gambaro racconta la crescita come attraversamento di ferite e scoperte, con una scrittura intensa e concreta.
“Il tempo degli imprevisti” di Helena Janeczek usa la memoria come strumento per interrogare la storia e il presente, mentre Undici. “Non dimenticare” di Andrej Longo restituisce con sobrietà e partecipazione la dignità di esistenze marginali. “Animali, custodi di storie” di Francesca Matteoni propone una scrittura ibrida che unisce immaginazione e riflessione, mettendo in discussione il confine tra umano e non umano.
“Inverness” di Monica Pareschi è un viaggio interiore sui legami che cambiano, raccontato con misura e profondità, mentre “La vita è breve, eccetera” di Veronica Raimo osserva il quotidiano con ironia affilata, trasformando la leggerezza in uno strumento critico. “Il manuale del fosforo e dei fiammiferi” di Matteo Terzaghi sperimenta una forma frammentaria che rende gli oggetti e i gesti minimi occasioni di pensiero. “La nostalgia che avremo di noi” di Anna Voltaggio è un ritratto corale di desideri, attese e inquietudini, dove il futuro stesso diventa materia di nostalgia.
Il direttore Luca Ricci sottolinea come la selezione evidenzi il ruolo cruciale della piccola e media editoria indipendente a fronte dell’assenza dei grandi marchi nel genere breve.