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© Giovanni Chiarot

Cultura /

Un’alleanza di luoghi e anime: Firenze accoglie “La democrazia del corpo 2026” di Virgilio Sieni

Dal 7 febbraio al 21 giugno 19 spettacoli in cartellone, momenti di riflessione, lezioni sul gesto, laboratori sul corpo e sulla danza, documentari, incontri ed esperienze partecipative rivolte ai cittadini

Dal 7 febbraio al 21 giugno torna a Firenze “La democrazia del corpo nell’edizione 2026 – parte I” il progetto del Centro nazionale di produzione Cango di Virgilio Sieni che mette al centro danza, partecipazione e inclusione.

Un cartellone con 19 spettacoli portati in scena da 18 artisti, 38 repliche, 5 prime assolute, 1 prima nazionale, per una stagione che si allarga a tutto il territorio della città metropolitana di Firenze e vede la creazione di due nuove compagnie di danza.

Il programma propone anche momenti di riflessione, lezioni sul gesto, laboratori sul corpo e sulla danza, documentari, incontri ed esperienze partecipative rivolte ai cittadini.

Il direttore artistico Virgilio Sieni ha dichiarato: “Il brulicante sottobosco del pensiero selvaggio inscrive tutt’oggi geroglifici di azioni primordiali a tal punto da rappresentare non ancora di salvezza ma il tentativo umanissimo di rivolgersi alla consapevolezza. La democrazia del corpo 2026, rassegna di esperienze fondative sulla geografia emozionale dei gesti, di un calendario che non ha origine e ci vede abitanti di un mondo che non ci appartiene, richiama ad un atto di presenza col corpo, un atto di alleanza con le cose del gesto che ogni volta diviene spostamento verso l’altro. I conflitti e le tragedie scuotono l’umanità intorno e dentro di noi. L’atto simbolico incluso nelle danze qui presentate, si affaccia alle soglie dell’archeologia che nuovamente ci parla di come dal primo passo e dal modo di procedere, l’umanità possa ricevere la consapevolezza di una strada percorribile, come lo slittamento di un’immagine possa mutare le nostre posture.”

Virgilio Sieni, Le ceneri di Gramsci – © Laila Pozzo

Tutte le novità

Oltre alle tradizionali sedi dei Cantieri Goldonetta, Palazzina indiano arte e Galleria Isolotto, il cartellone 2026 coinvolge anche il museo di San Marco, l’ex istituto per Ciechi e ipovedenti Vittorio Emanuele II e alcuni luoghi dell’area fiorentina come il cenacolo degli Agostiniani a Empoli, il Museo Benozzo Gozzoli di Castelfiorentino, il Museo civico e Diocesano di Fucecchio e la città di Marradi.

La democrazia del corpo 2026, rassegna di esperienze fondative sulla geografia emozionale dei gesti, di un calendario che non ha origine e ci vede abitanti di un mondo che non ci appartiene, richiama ad un atto di presenza col corpo, un atto di alleanza con le cose del gesto che ogni volta diviene spostamento verso l’altro

Novità del 2026 sono le due nuove compagnie di danza e il sostegno a un collettivo di giovani: si tratta di ‘Vs1′, compagnia di giovani coreografi, danzatrici e danzatori, ‘Atelier Fiume’, collettivo di artiste under25 con sede alla Palazzina indiano arte e ‘Damasco Corner’, gruppo inclusivo composto da non vedenti, ipovedenti e vedenti.

Apre la stagione di Cango il 7 e 8 febbraio il duo Panzetti / Ticconi con Ara! Ara!, una riflessione profonda sulla natura delle relazioni individuali e collettive.

In programma anche Il mondo salvato dai ragazzini-Gik Galleria Isolotto Kids (14 marzo – 6 maggio), l’iniziativa dove i bambini co-curano l’arte contemporanea, trasformando il quartiere Isolotto in un laboratorio culturale. Cinque, inoltre, sono i progetti nell’ambito di Officine del Gesto, un progetto di partecipazione, arte e inclusione.

Virgilio Sieni, Sulla leggerezza ©Virgilio Sieni

Il programma degli spettacoli

Da febbraio a giugno il programma intreccia grandi nomi della coreografia internazionale, nuove produzioni, progetti inclusivi e percorsi partecipativi che trasformano la città in un laboratorio diffuso.

Si parte dal 10 al 13 febbraio a Cango con Sulla leggerezza della Compagnia Virgilio Sieni, seguita dalle coreografie di Michele Di Stefano/mk in Panoramic Banana (21-22 febbraio).

Il 28 febbraio e 1 marzo Thomas Hauert firma la prima nazionale di Where is everybody?, che unisce danzatori di ZOO e della compagnia inclusiva Platform K.

A marzo tornano Virgilio Sieni con l’assolo Ma a che serve la luce?, Kinkaleri con la prima assoluta Some dances on dickfaces e Silvia Rampelli con L’avvenire.

Aprile prosegue con Rise di Daniele Ninarello, Suspended Chorus di e con Silvia Gribaudi e l’installazione coreografica Redrum del gruppo nanou, Premio Ubu 2024.

A maggio debuttano la Compagnia VS1 con Sulle montagne c’è libertà e Julie Ann Anzilotti con La terra non può fare a meno del cielo.

Dal 19 aprile all’11 giugno PIA Palazzina Indiano Arte diventa sede di Fiume, progetto che trasformerà il presidio culturale nel Parco delle Cascine in un atelier permanente tra arte e natura, con performance, mostre e pratiche condivise.

Un focus speciale è dedicato all’infanzia con Il mondo salvato dai ragazziniGIK Galleria Isolotto Kids (14 marzo – 6 maggio), percorso pionieristico in cui bambini e bambine co-curano mostre, azioni performative e interventi urbani, culminando nei Cantieri Isolotto Kids e in nuove opere permanenti nel quartiere.

La stagione si arricchisce di progetti speciali come Braille, in collaborazione con UICI Toscana, e di Officine del Gesto, una scuola diffusa di partecipazione culturale che attraversa musei, paesaggi e comunità della Città Metropolitana, fino al progetto conclusivo L’Inizio a Marradi, dedicato alla memoria collettiva e al gesto come forma di cura e trasformazione del territorio.

– © Andrea Macchia
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