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Operatori sanitari a lezione di lingua dei segni, la Regione stanzia 300mila euro

Percorso di formazione per facilitare la comunicazione con le persone sorde. L’assessora Monni: “Vogliamo rendere i servizi pubblici più accessibili e più umani”

L’assessora Monia Monni

Imparare la lingua dei segni, per una sanità più inclusiva. Il personale sanitario e gli operatori sul territorio saranno coinvolti in un percorso di formazione per abbattere la barriera nella comunicazione con le persone sorde o sorde e ciechi.

“Vogliamo rendere i servizi  pubblici più accessibili e più umani – commenta l’assessora alla sanità e alle politiche sociali Monia Monni -. Rimuovere ostacoli e rendere i diritti parte della quotidianità: è questo il nostro impegno”.

Per rendere possibile tutto questo la Regione ha destinato oltre 308mila euro alle aziende sanitarie, lavorando con le associazioni che rappresentano le persone sorde.

Il piano prevede il potenziamento della formazione nella lingua dei segni italiana (Lis) e nella lingua dei segni italiana tattile (List), specifica per persone sorde e cieche. Sarà rinforzato anche il servizio di interpretariato negli ospedali, nei servizi pubblici e nei servizi di emergenza.

Le tre Asl della Toscana lavoreranno insieme per garantire gli stessi servizi in tutta la regione e saranno realizzati anche video nella lingua dei segni.

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