“Jazz Peccioli The New Orleans Experience” è questo il titolo di un nuovo festival che la prossima estate unirà il piccolo Comune toscano con la patria del jazz: New Orleans.
Dal 6 all’11 luglio Peccioli si riempirà di musica e suoni e aprirà un ponte simbolico e culturale con la città americana. Non una semplice rassegna musicale, ma un’esperienza immersiva capace di portare nel cuore della Toscana la musica, la tradizione e la magia della città dove il jazz è nato.
Strade, piazze e teatri ospiteranno concerti, parate e performance diffuse che ricreeranno l’atmosfera vibrante della Louisiana, tra brass band, radici afroamericane e innovazione contemporanea.
Il gemellaggio tra Peccioli e New Orleans
L’iniziativa nasce dal gemellaggio ufficiale tra il Comune di Peccioli e la città di New Orleans, siglato il 26 settembre 2025 dal sindaco di Peccioli e dalla sindaca LaToya Cantrell.
Un patto istituzionale che ha sancito l’avvio di una cooperazione stabile in ambito culturale, educativo e turistico, trasformando il dialogo tra le due comunità in un progetto concreto di scambio internazionale. Jazz Peccioli rappresenta la prima grande iniziativa che dà piena attuazione a quell’accordo, costruendo un ponte duraturo tra Toscana e Stati Uniti.
“Jazz Peccioli- ha detto il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani– rappresenta un esempio straordinario di come la cultura possa diventare strumento di dialogo internazionale e di valorizzazione dei territori. Il gemellaggio tra Peccioli e New Orleans apre una connessione simbolica tra due luoghi molto diversi ma uniti dalla forza della musica e della creatività. Per la Toscana è motivo di grande soddisfazione sostenere un progetto che porta nel cuore di un borgo una tradizione musicale che ha fatto la storia del Novecento e che allo stesso tempo offre opportunità ai giovani e nuove prospettive di attrazione culturale e turistica.”
Il sindaco Macelloni ha commentato: “Grazie al presidente Giani e alla Regione Toscana per aver ospitato la presentazione di questa iniziativa. Per noi molto importante perché è il primo caso in Italia di un festival Jazz all’interno di un borgo. Un rapporto con New Orleans che prosegue anche con i giovani pecciolesi. Abbiamo aperto un bando, per i giovani residenti tra i 18 e i 25 anni, e porteremo almeno 80 di loro proprio a New Orleans a settembre per vivere un’esperienza culturale importante. Un percorso aperto anche con la città di New Orleans che riguarderà il nostro territorio. Con il Jazz Festival vogliamo aggiungere al percorso di 11Lune a Peccioli un elemento di novità musicale e culturale importante per tutto il territorio e la Regione Toscana”.

Il programma del festival
Co-fondato dal vincitore del Grammy Award Adonis Rose insieme all’amministrazione comunale, il festival vedrà protagonista lo stesso Rose con la New Orleans Jazz Orchestra, affiancato da artisti di rilievo internazionale come Andromeda Turre, Sean Ardoin, Sabine McCalla, Phillip Manuel.
Le parate quotidiane della LSU Brass Band animeranno il centro storico con l’energia inconfondibile della tradizione second line, guidate da un Baby Doll Grand Marshal in omaggio alla storica tradizione carnevalesca afroamericana ultracentenaria.
Il programma artistico includerà inoltre Alexey Marti, il Jesse McBride Trio e Amina Scott, espressione delle influenze afro-caraibiche, della trasmissione intergenerazionale del sapere musicale e delle nuove traiettorie del jazz contemporaneo.
Accanto ai concerti, sono previsti workshop educativi rivolti agli studenti del territorio, dedicati alla storia e all’evoluzione della musica di New Orleans, con momenti di confronto diretto con gli artisti.
“Questo festival – ha detto l’assessora alla cultura Cristina Manetti- racconta molto bene la capacità dei borghi toscani di innovare e di dialogare con il mondo. Portare l’anima di New Orleans a Peccioli significa creare un’esperienza culturale originale, capace di unire musica, formazione e scambio internazionale. La Regione Toscana sostiene con convinzione iniziative come questa perché dimostrano che anche nei piccoli centri possono nascere progetti di grande respiro, in grado di arricchire l’offerta culturale e di costruire ponti tra comunità e generazioni.”
