Incendiato il leccio di Belmonte, l’albero monumentale di oltre 600 anni, che domina il crinale tra Grassina e l’Antella, nel comune di Bagno a Ripoli, nel fiorentino. A darne notizia è lo stesso sindaco, Francesco Pignotti, che ha sporto denuncia
Il Leccio di Belmonte fa parte dei 165 gli alberi monumentali censiti in Toscana, come menzionato nell’elenco del Ministero dell’Agricoltura.

“Qualcuno ha dato fuoco al Leccio di Belmonte – scrive in un post il primo cittadino -, l’albero secolare più antico del nostro territorio, con oltre seicento anni di vita. Troppa è la rabbia per un fatto che mi lascia senza parole. Un oltraggio, uno sfregio spudorato a tutta la comunità, a un pezzo della nostra storia, a un vero e proprio monumento”.
Il Comune di Bagno a Ripoli, proprio in questi giorni, stava lavorando per rendere pubblico il lembo di terra che accoglie da secoli l’albero, oggi di proprietà della Misericordia. L’obiettivo è “farlo riscoprire alle nuove generazioni che hanno potuto vederlo da vicino e ammirarlo solo adesso dopo tanti anni in cui era precluso l’accesso”. “Ci abbiamo riportato le scuole, sono ricominciate le visite guidate” e, adesso, aggiunge “tocca assistere a questo scempio”.

Il sindaco Pignotti spiega che “insieme ad Andrea Rontini e agli Amici del leccio stavamo lavorando per entrare in possesso dell’area e renderla finalmente pubblica”, dopo che il Comune ha lavorato per inserirlo negli alberi monumentali della Regione Toscana. Comune e Misericordia hanno così sporto denuncia. “Faremo verificare subito lo stato dell’albero – spiega il sindaco – Farò e faremo di tutto per accertare quello che è successo. Chi è responsabile dovrà pagare per questo oltraggio a 600 anni di storia, alla natura e a tutta la nostra comunità. Noi faremo di tutto per salvare il nostro Leccio di Belmonte”.
