Sette interventi di super-microchirurgia eseguiti nell’Azienda ospedaliero-universitaria pisana utilizzando il sistema robotico Symani inaugurato a metà maggio. Sono stati trattati con successo dei linfedemi, ossia patologie croniche che causano l’aumento di volume degli arti, il senso di pesantezza, provocano limitazioni funzionali e aumentano predisposizione alle infezioni. Spesso insorgono dopo i trattamenti oncologici, in particolare nel percorso di cura del tumore della mammella.
In sala operatoria il robot Symani offre un supporto tecnologico di grande valore: il sistema filtra il tremore fisiologico della mano e riduce i movimenti del chirurgo, consentendo una precisione estremamente elevata durante le fasi più delicate dell’intervento.
Tra gli interventi eseguiti finora, come ha spiegato Emanuele Cigna, direttore della sezione chirurgia plastica e microchirurgia dell’Aou pisana e professore ordinario dell’Ateneo pisano, “c’è anche un trapianto di linfonodi addominali per un caso di linfedema avanzato primario bilaterale degli arti inferiori, affrontato con una procedura ad altissima complessità che ha visto l’impiego integrato di due piattaforme robotiche. Il prelievo dei linfonodi è stato eseguito con il sistema robotico Da Vinci, dall’equipe del professor Luca Morelli e dal dottor Niccolò Furbetta, mentre il loro trasferimento a entrambi gli arti inferiori e le delicate anastomosi supermicrochirurgiche sono state realizzate con il robot Symani dalla mia équipe. L’intervento rappresenta un ulteriore passo in avanti nell’applicazione della chirurgia robotica al trattamento del linfedema avanzato mediante l’impiego combinato di due piattaforme robotiche dedicate”.
Cigna sottolinea inoltre come “la super-microchirurgia del sistema linfatico richieda la manipolazione e la sutura di strutture dal diametro inferiore a 0,8 millimetri. In questo contesto il robot Symani è un supporto ideale.
“Investire nelle tecnologie più evolute è una nostra responsabilità, verso i pazienti e verso i professionisti, per migliorare la qualità delle cure – commenta la direttrice generale Katia Belvedere – Oggi, grazie a questa piattaforma di ultima generazione, siamo in grado di ampliare le possibilità terapeutiche in ambiti altamente specialistici in cui la super-microchirurgia può fare la differenza: chirurgia plastica, neurochirurgia periferica, otorinolaringoiatria, chirurgia della mano, oftalmologia e chirurgia maxillo-facciale”.