In Toscana il tabagismo continua a rappresentare una delle principali emergenze di salute pubblica: il 23,8% della popolazione fuma, una percentuale che conferma la necessità di rafforzare gli strumenti di prevenzione e cura.
Per rispondere all’evoluzione del fenomeno, caratterizzato anche dalla diffusione tra i più giovani delle sigarette elettroniche e dei prodotti a tabacco riscaldato, la Giunta regionale ha approvato le nuove linee di indirizzo e il nuovo Percorso diagnostico terapeutico assistenziale (Pdta) dedicato alla dipendenza da tabacco e nicotina.
Il provvedimento aggiorna il modello regionale sulla base delle più recenti indicazioni scientifiche dell’Organizzazione mondiale della sanità e dell’Istituto superiore di sanità, estendendo l’attenzione a tutte le forme di consumo di nicotina: dalle sigarette tradizionali ai nuovi dispositivi elettronici.
L’obiettivo è garantire in tutta la Toscana percorsi di assistenza omogenei, tempestivi ed efficaci, mettendo al centro la persona e accompagnandola nel percorso verso la cessazione del fumo.
Il nuovo Pdta prevede un’organizzazione su tre livelli: il coinvolgimento di tutti gli operatori sanitari nell’individuazione dei fumatori e nella promozione della cessazione, il ruolo dei medici di medicina generale e degli specialisti nella valutazione della dipendenza e nella definizione delle terapie più appropriate, e infine l’intervento dei Centri antifumo, presenti nei Ser.D. e nelle Pneumologie ospedaliere, dove vengono offerti gratuitamente programmi personalizzati della durata di tre mesi.
I percorsi antifumo
I percorsi integrano counseling psicologico e comportamentale, eventuali terapie farmacologiche, monitoraggio del monossido di carbonio espirato e attività di follow-up nel tempo.
Tra le novità introdotte figurano inoltre la registrazione sistematica dell’abitudine al fumo nella documentazione sanitaria, l’utilizzo della cartella clinica informatizzata nei Centri antifumo, il ricorso alla telemedicina e il rafforzamento della formazione degli operatori.
Secondo i dati regionali, in Toscana il 18% della popolazione è composta da ex fumatori, mentre il 58,2% non ha mai fumato.
Il fenomeno riguarda soprattutto gli uomini e la fascia d’età tra i 25 e i 34 anni, con una maggiore diffusione tra le persone in condizioni economiche più fragili e con livelli di istruzione medio-bassi.
Un dato positivo riguarda il ruolo della sanità: il 55,7% dei fumatori toscani dichiara di aver ricevuto da un operatore sanitario il consiglio di smettere, una quota superiore alla media nazionale.
Con il nuovo piano la Toscana punta quindi a rafforzare una rete capillare di prevenzione e assistenza, offrendo a chi vuole liberarsi dalla dipendenza strumenti qualificati e basati sulle evidenze scientifiche.