Che cosa rende un’immagine vera? E cosa succede quando diventa sempre più difficile distinguere ciò che è stato fotografato, disegnato o progettato da ciò che è stato generato artificialmente?
È attorno a queste domande che si sviluppa l’ottava edizione di WHY Festival, in programma a Firenze dal 29 ottobre al 1° novembre 2026, che quest’anno sceglie come tema “Vero / Falso” e festeggia i dieci anni di attività.
Quattro giornate di talk, presentazioni, workshop e incontri porteranno designer, illustratori, professionisti della comunicazione visiva, studenti e realtà indipendenti a confrontarsi sul ruolo delle immagini nella società contemporanea, in un momento in cui il confine tra vero e falso, originale e imitazione, umano e sintetico appare sempre più difficile da tracciare.
Le immagini non si limitano più a documentare la realtà: contribuiscono a costruirla, influenzando ciò che consideriamo accaduto, le persone alle quali scegliamo di credere, ciò che temiamo e desideriamo e persino il modo in cui percepiamo la nostra appartenenza a una determinata realtà.
In una cultura definita della post-verità, la loro capacità di circolare, essere manipolate e riprodotte rapidamente pone quindi nuove domande sulla fiducia e sulla responsabilità.
Con l’intelligenza artificiale, inoltre, non vengono generati soltanto scenari possibili, ma anche immagini di eventi mai accaduti e veri e propri “passati sintetici”. Da qui una delle questioni al centro dell’edizione 2026: chi ha il potere di costruire la memoria collettiva e cosa accade quando anche la storia può essere modificata attraverso le immagini?
WHY Festival guarda così al graphic design, all’illustrazione e alla comunicazione visiva come strumenti pubblici, capaci di rendere il significato visibile, leggibile e condivisibile. Il festival rifletterà anche sulle ambivalenze della tecnologia: da una parte la possibilità di ampliare la creatività umana, dall’altra il rischio di riprodurre senza consenso, cancellare il lavoro creativo, simulare esperienze e trasformare la cultura in una grande quantità di dati.
Tra immaginazione e imitazione, fatto a mano e sintetico, reale e costruito, il festival mette al centro le responsabilità del design e il ruolo che può avere nella difesa della fiducia, della creatività e della capacità delle persone di interpretare e scegliere.

Tutti gli ospiti e i luoghi del WHY Festival
Tra gli ospiti figurano Stefano Cipolla, art director de L’Espresso, e i grafici e docenti Gianni Sinni, Stefano Rovai e Susanna Cerri.
Il programma comprende inoltre la presentazione ufficiale di “Visualizzare dati. 1486–2017”, quarto volume della collana Antologia di cultura grafica di Lazy Dog, a cura di Luciano Perondi e Silvia Sfligiotti, e del nuovo numero di Progetto Grafico, rivista internazionale di graphic design pubblicata da AIAP, con un intervento a cura di Sale Grosso.
Spazio anche alla formazione e alla sperimentazione con una serie di workshop realizzati in collaborazione con AIAP, con la type foundry fiorentina Zetafonts, con l’illustratore Nicola Giorgio e con l’attivista, artista e tipografa artigianale Elena Barthel.
Per la sua ottava edizione WHY Festival si distribuirà tra Santa Croce e Oltrarno, coinvolgendo diverse realtà culturali fiorentine: MAD Murate Art District, Il Conventino, la libreria L’Ornitorinco e la galleria Atallier.
I talk si svolgeranno principalmente al MAD Murate Art District, centro di produzione, ricerca e residenza dedicato alle pratiche artistiche contemporanee, e al Conventino, spazio storico dell’Oltrarno oggi dedicato all’artigianato, alla creatività e alla cultura.
Anche nell’edizione del decennale, WHY Festival conferma così la propria vocazione a creare un luogo di incontro tra professionisti affermati, nuove generazioni, scuole, realtà indipendenti e pubblico.
Al centro non ci sono soltanto le immagini che il design produce, ma anche i linguaggi, le responsabilità e le domande che accompagnano la loro costruzione e la loro circolazione.
