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Giornate FAI d’Autunno in Toscana, Manetti: “Occasione per riscoprire la nostra identità”

Presentata la quindicesima edizione: 30 aperture straordinarie in tutte le province, tra luoghi storici e tradizioni manifatturiere d’eccellenza

Giornate FAI d’Autunno, 30 luoghi da scoprire in Toscana

Torna sabato 10 e domenica 11 ottobre la quindicesima edizione delle Giornate FAI d’Autunno, il grande appuntamento promosso dal FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano ETS per far conoscere e valorizzare il patrimonio storico, artistico, culturale e paesaggistico italiano. In Toscana saranno 30 i luoghi visitabili, distribuiti in tutte le province, tra palazzi, chiese, teatri, ville, siti archeologici, luoghi della cultura e realtà produttive, alcuni dei quali normalmente non accessibili al pubblico. L’iniziativa è stata presentata stamani nella Sala Pegaso di palazzo Strozzi Sacrati dall’assessora alla cultura Cristina Manetti insieme alla presidente Fai Toscana Rosita Galanti Balestri.

“Le Giornate FAI d’Autunno – ha sottolineato l’assessora regionale alla cultura Cristina Manetti – sono un’occasione preziosa per riscoprire luoghi che raccontano la storia e l’identità della Toscana, anche quelli meno conosciuti o solitamente non accessibili. Il nostro patrimonio culturale vive davvero quando diventa patrimonio condiviso, quando le persone possono conoscerlo e sentirlo parte della propria comunità. Iniziative come questa uniscono tutela, conoscenza e partecipazione e contribuiscono a diffondere cultura in tutto il territorio regionale. Un ringraziamento va al FAI e ai tanti volontari che rendono possibile questo grande racconto collettivo”.

“Le Giornate FAI ci ricordano che il nostro patrimonio storico, artistico e agricolo suscita non solo conoscenza, ma anche capacità e desideri. È un bacino di ispirazione per i cittadini, italiani e stranieri, che vogliono vivere in un mondo, anche domestico, in continuità con lo stile, la qualità e il gusto del nostro Paese. E lo è, nello stesso tempo, per i protagonisti del Made in Italy, che con la loro creatività e la serietà del loro lavoro assicurano all’Italia quella continuità creativa e produttiva che è uno degli inebrianti profumi che la rendono il Paese più desiderato al mondo”, ha dichiarato il presidente del FAI Marco Magnifico.

“Le Giornate FAI d’Autunno sono una preziosa occasione per scoprire i tesori del territorio, promuovere e tutelare il nostro patrimonio storico, artistico e ambientale – ha evidenziato Rosita Galanti Balestri, presidente FAI Toscana –. Per questa quindicesima edizione, come detto dal nostro Presidente Magnifico, prestiamo particolare attenzione all’artigianato italiano e al Made in Italy, così raccontiamo un Paese che ha la capacità di generare idee e di sapere fare, si distingue per l’operosità e la produttività”.

Tra le aperture previste a Firenze figurano l’ex chiesa di San Carlo dei Barnabiti, l’Istituto di Scienze Militari Aeronautiche, Palazzo della Banca d’Italia e Palazzo Gualfonda. A Prato sarà possibile visitare la Fabbrica Lucchesi, con il suo patrimonio legato alla tradizione tessile, mentre a Montemurlo aprirà Villa Strozzi, Marchesi Pancrazi.

Il programma attraversa tutta la regione: dal Museo Archeologico del Casentino e dai palazzi storici di Bibbiena alla miniera della calcite nera di Gerfalco, dalla Palazzina Zalum di Livorno al Villino Mezza Luna di Camaiore, fino alla Badia a Coltibuono nel Chianti. A Lucca saranno visitabili, tra gli altri, l’Atelier Ricci a Palazzo Mazzarosa, Casa Giannini e Santa Gemma Galgani e la Chiesa di Santa Maria della Rosa. A Pisa aprirà la Chiesa di Sant’Antonio in Qualquonia, mentre a Pistoia saranno protagonisti l’Accademia d’Organo “Giuseppe Gherardeschi” e il Complesso di San Filippo.

L’edizione 2026 dedica una particolare attenzione all’artigianato italiano e al Made in Italy, valorizzando saperi, antichi mestieri, tradizioni manifatturiere, creatività ed eccellenze produttive che, insieme al patrimonio storico, artistico e paesaggistico, contribuiscono a definire l’identità dei territori.

Le visite sono a contributo libero e sostengono la missione del FAI per la cura, la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale italiano.

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