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In Consiglio regionale il docufilm su Carlo Monni, atteso alla Festa del Cinema di Roma

L’opera di Romeo e Valentino Conte, intitolata “Carlo Monni, come un grillo nell’uragano”, è dedicata all’attore, poeta, uomo di teatro e figura irripetibile della cultura toscana

Il documentario su Carlo Monni presentato in Consiglio regionale

Carlo Monni, attore, poeta, uomo di teatro e figura irripetibile della cultura toscana, torna al centro della scena con “Carlo Monni, come un grillo nell’uragano”, il documentario di Romeo Conte e Valentino Conte selezionato alla 21esima Festa del Cinema di Roma, nella sezione Storia del Cinema.

L’opera, che è stata presentata oggi in Consiglio regionale a Firenze, verrà proiettata in prima assoluta venerdì 16 ottobre alle 17 e 15 presso la Casa del Cinema, Sala Cinecittà.

Il progetto di Romeo e Valentino Conte

Il documentario nasce da un progetto fortemente voluto dal regista Romeo Conte, con l’intento di restituire valore e memoria alla figura artistica e umana di Carlo Monni, andando oltre i personaggi e i ruoli che lo hanno reso popolare per raccontarne la complessità, le radici, la poesia e il rapporto profondo con la cultura e la terra toscana. Dopo la scomparsa di Romeo Conte, avvenuta nel 2024, il progetto è stato portato avanti e condotto a compimento dal figlio Valentino Conte, proseguendo il percorso di ricerca e di regia costruito insieme al padre.

“È un progetto che mio padre ha iniziato nel 2021 – ha spiegato Valentino Conte – molti anni dopo la scomparsa di Carlo. Il punto di partenza è stato enorme, con tanto materiale e oltre ventiquattro ore di interviste, testimonianze e ricordi. È stato un lavoro molto intenso di montaggio e di costruzione narrativa che ho avuto la fortuna di condividere con Romeo anche negli ultimi momenti della sua vita. Dopo la sua scomparsa ho continuato quel lavoro cercando di portarlo a compimento senza irrigidirlo. Mantenendo quella libertà che aveva caratterizzato fin dall’inizio il modo di affrontare il materiale.”

Il documentario ricostruisce il ritratto di una personalità capace di attraversare cinema, teatro, poesia e cultura popolare mantenendo intatta una propria identità. Un viaggio nella vita e nell’universo di Carlo Monni attraverso ricordi, testimonianze e materiali che restituiscono il volto meno conosciuto di un artista entrato nell’immaginario di più generazioni.

Al progetto, a cui ha collaborato nelle fasi iniziali anche l’amico e attore Luigi Delli, hanno preso parte numerosi protagonisti del mondo dello spettacolo e della cultura, tra cui Bobo Rondelli, Alessandro Benvenuti, Alessandro Haber, Ugo Chiti, Antonio Petrocelli, Anna Meacci, Giovanni Veronesi, Lucia Poli, Vauro, Marco Messeri, e molti altri che attraverso le loro testimonianze contribuiscono a ricomporre il mosaico umano e artistico di Monni.

Saccardi: “Monni è stato una voce autentica della Toscana”

“Carlo Monni è stato molto più di un grande attore. È stato una voce autentica della Toscana, capace di portare nel cinema, nel teatro e nella poesia il carattere della nostra terra: l’ironia, la ruvidità, la fantasia, la libertà e quella straordinaria umanità che lo rendeva immediatamente riconoscibile – ha detto la presidente del Consiglio regionale Stefania Saccardi – per questo  siamo particolarmente felici che un documentario come ‘Carlo Monni, come un grillo nell’uragano’ arrivi alla Festa del Cinema di Roma. Raccontare Monni significa infatti custodire una parte importante della nostra identità culturale e consegnarla anche alle nuove generazioni. C’è poi qualcosa di profondamente toccante nella storia di questo film: un progetto nato dalla passione di Romeo Conte e portato a compimento dal figlio Valentino. È un modo bellissimo di tenere viva una memoria, trasformando un’eredità personale in un racconto che oggi può appartenere a tutti”.

La selezione alla Festa del Cinema di Roma rappresenta il primo importante appuntamento pubblico di un progetto nato per conservare e trasmettere la memoria di Carlo Monni e che, dopo la scomparsa di Romeo Conte, assume anche il valore di un’eredità artistica e affettiva: un film iniziato da un padre e portato a termine da un figlio, per raccontare un uomo e un artista che ha fatto della libertà la propria cifra più autentica.

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