Storie /OSPITI

Giorgia Soleri, Enrico Bartolini e Diodato: grandi nomi al Teatro del Maggio per il pomeriggio di NGF26

Casa Abis, Martina Trevisan, Andrea Bargnani e il videomessaggio di Zerocalcare: sono solo alcuni dei protagonisti della seconda parte della giornata dedicata alle nuove generazioni

Il pomeriggio del Next Generation Fest è ripartito con grande slancio con Enrico Bartolini. Cuoco e imprenditore formatosi alla scuola alberghiera di Montecatini Terme, ha sottolineato l’importanza di mantenersi concentrati, non dare mai messaggi di distrazione. In cucina è essenziale essere concentrati sugli ingredienti, sulle tradizioni, riuscire ad evolversi e così diventa facile mettersi in sintonia con la cultura, le culture ed abbinarle con il piacere di inventare piatti. Anche per la capacità di riuscire a far questo la cucina italiana è stata nominata patrimonio immateriale dell’Unesco, è stata celebrata in tutto il mondo e sempre si accompagna alla convivialità.

Enrico Bartolini al Next Generation Fest

A portare i suoi saluti è stata Sara Funaro, sindaca di Firenze: “Dei giovani si sente parlare solo quando ci sono problemi – ha affermato -. Dei giovani ci si occupa quando ci sono le baby gang, quando ci sono problemi di vulnerabilità, quando succede qualcosa di spiacevole. I giovani sono molto altro. Fate sentire la vostra voce, la vostra presenza e soprattutto rivolgetevi alle istituzioni, perché noi vogliamo esserci e quest’evento lo dimostra”.

Sara Funaro

Scrittore, content creator, fondatore dell’associazione NOCE e host del podcast letterario Felici Pochi: Riccardo Pedicone è salito sul palco del Next Generation Fest, alternandosi a Giuliano Calza, fondatore e direttore creativo di GCDS, che ha portato la sua visione contemporanea della moda all’evento per gen Z e Alfa più grande d’Italia.

Successivamente è stato il turno di Marta Filippi, protagonista sul web ed in TV da LOL ai Cesaroni, e de Gli Autogol, trio comico, di imitatori e conduttori italiani, famosi soprattutto per le loro parodie e sketch satirici legati al mondo del calcio.

Marta Filippi

Linguaggio cantautorale e sonorità pop contemporanee, Cara ha spiegato che “il mio modo di essere è legato alla scrittura che riesce ad esporre la mia vulnerabilità. Mi sono resa conto, crescendo, che non ci sono linguaggi naturali per tutti, perché ne esistono tanti e tanti sono i modi di intercettare le persone, il mondo e le cose. Nel mio caso aggiunge Cara – tendo sempre a cercare uno spazio di intimità”.

“La mia fatica – ha continuato Cara – non è trovare quell’intimità nelle parole o nei rapporti personali, ma il tema del giudizio è più ampio e si lega tanto, sempre nel mio caso, ai social. Rispetto alle mie canzoni non ho paura che non piaccia il brano che ho scritto ma l’aspetto legato a dover fare in modo, in qualche modo, che venga ascoltato”.

Giorgia Soleri

Cosa sono le malattie invisibili femminili? Sono malattie che il sistema sanitario nazionale non riconosce e rimangono ad esclusivo carico dei pazienti. Ce lo racconta Giorgia Soleri, attivista e influencer, che parla di endometriosi, vulvodinia e nervopudendo. L’endometriosi colpisce una donna su nove e tra i sintomi c’è il gonfiore addominale. Per questo Giorgia veniva scambiata per una donna in dolce attesa.

Giorgia ha portato all’attenzione pubblica queste patologie, ricordate anche sul palco del Next Generation Fest, raccontando il suo lungo percorso di dolore cronico, ritardo diagnostico (undici anni, in media con le statistiche del mondo occidentale) e le difficoltà legate al riconoscimento della malattia. Nel maggio 2022 ha depositato alla Camera dei Deputati una proposta di legge per inserire vulvodinia e neuropatia del pudendo tra le prestazioni assicurate dal servizio sanitario nazionale.

“La nostra sanità pubblica non è perfetta – dice – ma è una ricchezza è va difesa”.

La riflessione vira poi sui canoni di bellezza imposti alla donne, anche dai social e i media. “Ci viene spesso ricordato – punta l’indice – che il nostro corpo deve bellezza e quando cambia qualcosa non va bene”. Infine il dolore. “Ancora oggi alle donne viene detto che soffrire è normale. Non lo è, soprattutto quando il dolore è cronico: abituarsi al dolore significa un po’ arrendersi alla morte”.

Martina Trevisan

Dal basket al tennis. Altri due discipline sportive sono protagoniste sul palco del Next Generation Fest 2026. Il volto della palla a canestro è quello di Andrea Bagnani, che invita a riflettere sull’opportunità di pensare a borse di studio per giovani sportivi.

L’anno magico di Andrea è stato il 2016: scudetto con la Benetton Treviso, miglior Under 22 di Eurolega e primo europeo scelto al Draft NBA col numero 1, dove disputa 561 partite in dieci stagioni con Toronto, New York e Brooklyn. Dal 2025 è Lba Executive Advisor.

A rappresentare il tennis è la fiorentina Martina Trevisan, classe 1993, diciottesima al mondo nel 2023, semifinalista al Roland Garros di Parigi nel 2022. Da lei un messaggio positivo sul “non mollare mai” e una riflessione sulle offese che troppo spesso, con eccessiva leggerezza, viaggiano sui social. Parole che a volte possono fare davvero male.

Diodato

Rock e tradizione in una chiave personalissima che lo ha portato a vincere due David di Donatello, due Nastri d’Argento e la Targa Tenco. È Diodato, anche lui tra gli ospiti del Next Generation Fest 2026.

“Indipendentemente dal percorso che si sceglie – dice – credo che sia importante riconoscersi sempre in se stessi e porsi una domanda fondamentale: che essere umano voglio essere”. Questo è il suo consiglio ai giovani che si trovano davanti ad un bivio importante della loro vita.

“Per me – aggiunge – la musica è una questione di vita, qualcosa che mi aiuta a crescere e a indagare proprio il mio percorso umano. Bisogna anche essere disposti a non piacere a tutti, per trovare davvero se stessi”.

Il cantante sottolinea anche l’aiuto che può dare la musica al cambiamento del mondo. “In un momento complesso come quello che stiamo vivendo – conclude Diodato – credo che tutti i musicisti e cantanti possano disporre, con la loro arte, di un grande megafono per farsi ascoltare e dare il loro contributo”.

Eddie Brock

“Star male è normalissimo e non bisogna vergognarsene: l’importante è riconoscerlo e chiedere aiuto”. Lo dice sul palco del Next Generation Fest 2026 il cantautore Eddie Brock, classe 1997.

“Non guardate mai la gente come idoli – avverte -: così li immaginiamo già come irraggiungibile. L’importante è impegnarsi ciascuno a raggiungere il proprio massimo”.

NGF26, S. Guarnieri e L. Valdiserri: “I giovani non sono il problema, serve cultura della mobilità”

Al Next Generation Fest si parla anche di omicidi stradale e sicurezza per chi viaggia per strada. Lo fanno Stefano Guarnieri e Luca Valdisseri. “L’educazione è l’arma più potente per cambiare il mondo” dicono, mentre presentano il progetto “Safe Road”, rivolto agli studenti delle scuole ma non solo. Gli incidenti stradali sono la prima causa di morte per i giovani. “Occorre fare qualcosa” dicono. Tra i prossimi progetti c’è anche un concorso di cortometraggi.

Elio

Tutti hanno diritto di essere felici nella vita. Ma c’è anche il diritto ad essere tristi? Per Elio (di “Elio e le storie tese”), all’anagrafe Stefano Belisari, cantante surreale e controcorrente, esiste anche quello.

“E’ la vita che ci porta ad essere ora tristi ed ora allegri – dice -. Rivalutiamo la tristezza. Triste non è cringe (ovvero imbarazzante ndr)”. Diffidate insomma di chi è sempre allegro e non cercate di esserlo a tutti i costi.
Rivalutiamo anche l’imperfezione. “Il perfetto è subito antipatico – commenta Elio -. E’ quasi d’obbligo essere imperfetti ed inventarsi a volte anche dei trucchi per apparire tali”.

E sull’uso dell’intelligenza artificiale nella musica? Elio parte dal’autotune. “L’autotune è una m* – dice, senza usare mezze parole – Non lo è in assoluto, me lo è l’uso che ne viene fatto”. “Negli ultimi anni – spiega – le innovazioni tecnologiche vengono utilizzate da alcuni solo per fare meno sforzo. E’ un errore, perché alla fine non si riesce a comporre opere meravigliose, migliori della precedenza generazioni” “Non canti intonato. Non usi l’autotune e fai un altro mestiere”. E l’intelligenza artificiale? “E’ fantastica, ma va usata per fare cose che fino ad oggi nessuno aveva immaginato”. Non come scorciatoia per fare quello che già si può fare.

Manuel Agnelli

Una volta ha definito i social come “un gigantesco deposito di letame”. E non ha cambiato Manuel Agnelli, leader degli AfterHours, figura centrale del rock italiano, autore televisivo e giudice di X-Factor.

“I social – dice dal palco del Next Generation Fest 2026 – hanno messo una pressione enorme sui ragazzi. Sono cresciuti in maniera incredibile gli interventi di chirurgia plastica nei ragazzini di diciotto e venti, che non si sentono all’altezza rispetto alla massificazione imposta dai social e non sono ancora abbastanza forti per capire che ognuno di noi è speciale”.

Per il cantante i social hanno tradito la promessa di unirci e spesso fanno vivere separati. Il successo non va rincorso a tutti i costi. “E’ importante – commenta – fare qualcosa che alla fine ci fa stare bene. Oggi pieno di infelici di successo”. Quanto alla fretta dei giovani e al loro sentirsi in ritardo, è normale. “Genera anche una energia positiva – conclude -: l’importante è che non diventi ansia, che non va bene”.

Rivedi la diretta del pomeriggio

I più popolari su intoscana
intoscana
Privacy Overview

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.