Dal 1° marzo al 21 giugno 2026 l’artista Alfredo Pirri inaugura i nuovi spazi del Polytropon Arts Centre con “Quello che avanza”, installazione ambientale site-specific concepita per l’ex complesso industriale di San Francesco a Pelago, lungo il fiume Sieve.
Il centro, promosso con il patrocinio dei Comuni di Pelago e Pontassieve, nasce da un progetto voluto dall’architetta Maria Papadaki Badanjaki insieme al presidente Claudio Cantella, con la direzione artistica affidata ad Andrea Cavallari.
Fulcro dell’intervento di Alfredo Pirri è un ciclo di 144 cianotipie che trasformano lo spazio in un campo percettivo attraversato dal tempo.
Di queste, 130 documentano fasi di lavorazione e materiali residui, mentre 14 sono ottenute tramite impressioni dirette di piume esposte ai raggi UV.
Il blu intenso della cianotipia – tecnica storicamente legata alla registrazione della luce e alle sperimentazioni ottocentesche di Anna Atkins – diventa per Pirri una riflessione su memoria, traccia e trasformazione dell’immagine.

Quello che avanza: una mostra sulla memoria
Il “residuo attivo” evocato dal titolo è ciò che resta di un processo ma continua a generare senso, configurandosi come seme di possibilità futura.
In dialogo con le cianotipie, le opere della serie ARIE, realizzate con piume, pigmenti, plexiglas e cristallo, introducono una dimensione sospesa tra peso e leggerezza: superfici attraversate dalla luce che mutano al variare dello sguardo, in equilibrio tra presenza e dissoluzione.
Con questo progetto Pirri torna in Toscana confrontandosi con l’archeologia industriale e il paesaggio fluviale, riaffermando la sua capacità di portare l’arte contemporanea fuori dai grandi musei per rigenerare luoghi di produzione storica e trasformarli in presìdi poetici.
Attorno all’installazione si svilupperà una stagione multidisciplinare di performance musicali, azioni teatrali e incontri dedicati al dialogo tra comunità locale e avanguardie internazionali.
