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Addio a David Riondino, la Toscana piange il suo artista della satira

Il cantautore, scrittore, attore e regista fiorentino si è spento nella sua casa romana all’età di 73 anni. Il ricordo in regione

David Riondino - © Scandicci Open City 2021

David Riondino è morto domenica 29 marzo all’età di 73 anni nella sua casa romana. Fiorentino di nascita, nel 1952, della toscanità aveva il classico sarcasmo, ma la sua arte era soprattutto trasformare la satira in poesia e musica. I funerali saranno celebrati martedì alle 11 a Roma, nella Chiesa degli Artisti di Piazza del Popolo.

Sempre in equilibrio tra l’intellettuale impegnato e il comico, il grande pubblico lo ha conosciuto sul palco del Maurizio Costanzo show, dove componeva canzoni argute estemporanee. Sempre in tv, era il filosofo per il programma Lupo solitario di Antonio Ricci, poi scrittore, regista e attore.

Cantautore, attore e regista: i mondi di Riondino

Negli anni ’80 scrive per riviste come Tango o di Cuore, Comix e Linus, fino a Il Male di Vincino e Vauro e l’Unità di Sergio Staino. E poi la musica, sua grande passione. Negli anni ’70, con il Collettivo Victor Jara, incide due dischi per i circoli Ottobre: Collettivo Victor Jara e Non vi mettete a spingere. Pubblica altre canzoni in dischi come “Boulevard”, “Tango dei Miracoli”, con illustrazioni di Milo Manara. Sua è anche la canzone hit “Maracaibo”, interpretata da Lu Colombo.

Nel 1987 con Paolo Rossi, mette in scena “Chiamatemi Kowalski” e poi “La commedia da due lire”. Negli anni successivi, collabora con Sabina Guzzanti che lo ricarda così: “Io e te siamo stati fantastici”. Negli anni ’90 sono stati in scena con O patria mia, diretto da Giuseppe Bertolucci, insieme a Paolo Bessegato e Antonio Catania. Nel 1997 con Sabina Guzzanti, Antonio Catania e Lelia Serra, Riondino ha fondato la società di produzione Giano. I due attori sono stati anche insieme al Festival di Sanremo 1995 con la canzone Troppo sole, scritta l’anno precedente, durante la stesura della sceneggiatura del film omonimo per la regia di Giuseppe Bertolucci. Nel 1997 inizia anche un lungo e proficuo sodalizio con Dario Vergassola, portando a teatro vari lavori.

Molte le sue interpretazioni per il cinema, con grandi registi e grandi film come Maledetti vi amerò di Giordana, La notte di San Lorenzo dei Taviani, Kamikazen di Salvatores, Cavalli si nasce di Staino. Firma come regista il film Cuba Libre, velocipedi ai Tropici nel 1997 e diversi documentari sugli improvvisatori in versi della isola di Cuba.

Il ricordo

“Con la scomparsa di David Riondino la Toscana perde una delle sue voci più originali e rappresentative, un artista capace di raccontare l’identità della nostra terra con intelligenza, ironia e profondità”, è il ricordo del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani. “Il progetto della “Scuola dei Giullari”, che aveva avviato con passione, testimonia il suo impegno verso i giovani e la volontà di trasmettere conoscenza e creatività. È un’eredità preziosa che la Toscana non disperderà, ma che anzi dovrà continuare a coltivare nel suo nome”.

“Firenze e l’Italia perdono un artista unico e un intellettuale, capace di emozionare e divertire e soprattutto sempre fedele alla propria visione. Ai familiari e a chi gli è stato vicino va la mia più sentita vicinanza”, è il cordoglio della presidente del Consiglio regionale della Toscana, Stefania Saccardi.

“Era un visionario capace di unire talento e passione per la comunità, per la musica e per l’arte in tutte le sue forme. La sua voce, la sua energia e la sua fantasia rimarranno con noi”, commenta l’assessora regionale alla Cultura Cristina Manetti.

“Che si trattasse di tradurre Boccaccio in musica o di inventare personaggi indimenticabili per il piccolo schermo, David ha sempre messo al centro l’immaginazione e l’incontro con l’altro. È stato un artista che ha saputo esprimersi con stili e mezzi diversi. Ma sempre con quell’ironia dissacrante molto fiorentina che ha segnato il suo percorso artistico”, è il ricordo della sindaca di Firenze Sara Funaro.

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